Ebola sbarca negli Usa: primo caso diagnosticato a Dallas in Texas

di redazione Blitz
Pubblicato il 30 settembre 2014 23:55 | Ultimo aggiornamento: 1 ottobre 2014 0:53
Ebola sbarca negli Usa: primo caso diagnosticato a Dallas

L’uomo è ricoverato presso il Texas Health Presbyterian di Dallas

DALLAS – L’incubo ebola è sbarcato in America. Il Centro per il controllo e la prevenzione delle malattie (Cdc) di Atlanta ha annunciato ufficialmente il primo caso diagnosticato negli Usa. Il paziente è ricoverato in un ospedale di Dallas, in Texas: il Texas Health Presbyterian Hospital

La direzione della struttura ha assicurato che il paziente viene tenuto in isolamento e sotto stretta osservazione: l’ospedale sta seguendo le direttive del Cdc per tenere al sicuro medici, personale e pazienti.

Il paziente avrebbe di recente compiuto dei viaggi, in Liberia, nell’Africa occidentale dove ci sono i focolai del virus. Tornato il 20 settembre negli Usa ha sviluppato i sintomi della febbre emorragica 4-5 giorni dopo.

La nazionalità dell’uomo resta al momento segreta. “E’ arrivato negli Stati Uniti per visitare alcuni familiari che vivono in questo Paese”, è stata la risposta delle autorità sanitarie Usa a chi chiedeva se il paziente fosse un cittadino americano.

“Non c’e alcun dubbio che la situazione rimarrà sotto controllo e che Ebola non si diffonderà negli Usa”, è stato assicurato. “Ora la priorità é curare il paziente e identificare tutte le persone che sono state a contatto con lui”.

L’ospedale di Dallas ha poi spiegato di aver messo a punto “un piano di emergenza” per fronteggiare eventuali altri casi. Al momento però non vi sono notizie di altre persone in Texas o negli Usa con sintomi di febbre emorragica.

Le autorità sanitarie hanno quindi specificato di non credere che vi sia un rischio per le altre persone che tra il 19 e il 20 settembre hanno viaggiato in aereo dalla Liberia col paziente risultato positivo al virus di Ebola. All’epoca infatti – è stato ribadito – il paziente non aveva ancora sviluppato i sintomi della febbre emorragica.

Nelle ultime settimane molti sono stati i casi sospetti (almeno dodici) che hanno messo in allerta gli ospedali Usa, ma finora tutte le persone esaminate erano risultate negative al virus.

Fino ad oggi almeno 3.100 persone sono morte di Ebola nei Paesi dell’Africa occidentale. La settimana scorsa il Cdc ha ammonito che se non si riesce a rallentare la velocità del contagio, per il prossimo gennaio le persone contagiate saranno un minimo di 550 mila e un massimo di un milione e mezzo solo in Africa occidentale.

Proprio l’America – come ha ribadito negli ultimi giorni anche il presidente Barack Obana – sta guidando la lotta a Ebola nel mondo, con la Casa Bianca che ha deciso di inviare nelle regioni africane flagellate dal virus migliaia di soldati, oltre che attrezzature sanitarie e ospedali da campo. Il tentativo è quello di contenere Ebola, frenarne il contagio e debellarla lì dove sono i focolai.