Embrioni con tre genitori: storico sì inglese. Cos’è la donazione mitocondriale

di Redazione Blitz
Pubblicato il 4 febbraio 2015 11:17 | Ultimo aggiornamento: 4 febbraio 2015 11:17
Embrioni con tre genitori: storico sì inglese. Cos'è la donazione mitocondriale

Embrioni con tre genitori: storico sì inglese. Cos’è la donazione mitocondriale

ROMA – Embrioni con tre genitori: storico sì inglese. Cos’è la donazione mitocondriale. La Gran Bretagna fa la storia nella fecondazione in vitro. La Camera dei Comuni ha votato in favore dell’introduzione di una tecnica rivoluzionaria che prevede la creazione di embrioni col Dna di tre genitori. Con 382 voti favorevoli e 128 contrari, il Regno Unito diventa così apripista a livello mondiale di questa procedura che permette alle donne portatrici di malattie mitocondriali gravi la possibilità di avere bambini senza trasmettere loro queste patologie devastanti, fra cui la distrofia muscolare.

Si è arrivati al voto dopo un acceso dibattito a Westminster in cui sono state affermate le molte preoccupazioni da parte di gruppi religiosi, associazioni pro life e alcuni scienziati. Ma alla fine ha prevalso la posizione del governo di Londra, che poteva contare sull’appoggio di gran parte della comunità scientifica. E’ così passato l’emendamento allo Human Fertilisation and Embryology Act, che permette per la prima volta la ”donazione mitocondriale”.

Ora è attesa come scontata la ratifica del provvedimento da parte della Camera dei Lord e in seguito sarà la Human Fertilisation and Embryology Authority (HFEA) a concedere le licenze per il trattamento. Secondo le previsioni dei media britannici, il primo bambino con tre genitori potrebbe nascere già l’anno prossimo. Si calcola che ne potranno trarne beneficio 2500 donne e che verranno alla luce con questa tecnica circa 125 bimbi l’anno. Come funziona la tecnica sperimentale lo ha chiesto Elena Dusi di Repubblica ad Han Brunner, direttore della Società europea di genetica umana e professore alle Università di Nijmegen e Maastricht.

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È una tecnica in evoluzione che presenta ancora molti ostacoli. I primi tentativi risalgono agli Anni ‘90, principalmente negli Stati Uniti, e hanno portato alla nascita di una trentina di bambini. Quella versione dell’esperimento prevedeva l’iniezione dei mitocondri normali, presi da una donatrice, all’interno dell’ovulo della donna con i mitocondri malati. In questo modo il Dna malato si ritrovava affiancato da una certa percentuale di Dna sano, nella speranza che il bambino sarebbe nato privo di malattie.

Ma i benefici di questi esperimenti non sono apparsi del tutto chiari, così come restano aperte alcune questioni legate alla sicurezza. L’agenzia regolatrice americana, la Food and Drug Administration, ha vietato la procedura nel 2001, chiedendo di condurre uno studio clinico per escludere ogni possibile rischio. Da allora nessun altro esperimento è stato ripetuto sugli uomini. (Han Brunner intervistato da Repubblica)