Epatite C, il farmaco Sovaldi sarà rimborsabile: trovato accordo Aifa-Gilead

di redazione Blitz
Pubblicato il 30 settembre 2014 21:37 | Ultimo aggiornamento: 30 settembre 2014 22:12
Epatite C: il farmaco Sovaldi sarà rimborsabile. Trovato accordo Aifa-Gilead

Epatite C: il farmaco Sovaldi sarà rimborsabile. Trovato accordo Aifa-Gilead Sciences

ROMA – Sarà rimborsabile il Sovaldi, il nuovo e costosissimo farmaco per l‘Epatite C. L’Agenzia Italiana del Farmaco ha trovato l’accordo con la casa farmaceutica che lo produce, la Gilead Sciences. Il prezzo del Sofosbuvir (così si chiama il principio attivo), già calato da 58 mila a 37 mila euro per ciclo terapeutico, aveva scatenato le proteste delle associazioni dei malati. Il nuovo accordo consentirà di trattare il più grande numero di pazienti in Europa, tenuto conto della più alta prevalenza della patologia in Italia.

Una nota dell’Aifa informa che:

”La chiusura del processo negoziale con l’azienda Gilead Sciences è avvenuta nel rispetto dei tempi auspicati dal Ministro della Salute e indicati nel comunicato AIFA del 13 agosto scorso”.

Le prime stime dicono che il farmaco potrà essere assicurato ad oltre 30 mila pazienti solo in Italia e sarà disponibile nel più breve tempo possibile secondo progressivi criteri di appropriatezza specificati.

”E’ un accordo di grande impatto sanitario ed economico – ha spiegato il direttore dell’Aifa Luca Pani al termine dei lavori – che accoglie le esigenze dei pazienti”.

Il Sovaldi è il primo farmaco in grado di eradicare il virus dell’epatite C. Le sue percentuali di successo sfiorano il 90% dei casi. Ma come tutte le cure prodigiose, anche il suo costo è esorbitante: negli Stati uniti viene venduta a 84mila dollari a paziente (circa 66mila euro). Ogni pillola costa infatti circa 600 euro e per un intero ciclo di terapia il prezzo lievita ad almeno 60 mila euro.

Dopo mesi di trattative l’Italia è riuscita a strappare un accordo per abbassare il prezzo, dovendo il nostro sistema sanitario affrontare la spesa per circa 300-400milia persone

“Di questi – precisa Antonio Gasbarrini, fondatore dell’Alleanza contro l’Epatite – però ce ne sono circa 30mila che avrebbero bisogno del farmaco subito, perché hanno una cirrosi avanzata ma non al punto da non avere più alcun beneficio dalla terapia”.

Secondo il comunicato dell’Aifa il farmaco sarà ora somministrato secondo criteri di appropriatezza definiti dalla Commissione Tecnico-Scientifica della stessa agenzia, sulla base della gravità della patologia.