Eruzioni cutanee in un paziente su 11 con coronavirus, esperti: “Sintomo da non sottovalutare”

di Caterina Galloni
Pubblicato il 16 Luglio 2020 6:45 | Ultimo aggiornamento: 16 Luglio 2020 8:21
Eruzioni cutanee in un paziente su 11 con coronavirus

Eruzioni cutanee in un paziente su 11 con coronavirus, esperti: “Sintomo da non sottovalutare” (foto ANSA)

Eruzioni cutanee in un paziente su 11 con coronavirus. Un team di ricerca britannico: “Sintomo da non sottovalutare”.

Nell’elenco ufficiale del SSN britannico ai tre sintomi del Covid-19 – febbre, tosse persistente, perdita del gusto e dell’olfatto –  secondo alcuni accademici del King’s College London dovrebbero essere aggiunte le eruzioni cutanee.

La media è di un paziente su 11 positivi.  

Gli accademici del King’s College di Londra hanno esaminato i dati di 20.000 britannici risultati positivi al Covid-19 o fortemente sospettati di aver contratto il virus.

Hanno scoperto che il 9% dei britannici contagiati soffriva di eruzioni cutanee, mentre l’8% delle persone tra gli altri sintomi spia presentavano un problema dell’epidermide.

Gli scienziati ora chiedono che le eruzioni cutanee vengano riconosciute come uno dei sintomi ufficiali per evitare che un numero considerevole di casi passino inosservati.

Il SSN britannico attualmente elenca solo tre sintomi del contagio: febbre, tosse continua e perdita dell’olfatto o del gusto.

Ipotizza che solo le persone con questi tre sintomi possono aver contratto il Covid-19 e dunque devono autoisolarsi e sottoporsi al tampone.

Ciò significa che se i britannici che soffrono di sintomi meno comuni non fanno i tamponi e rischiano di trasmettere il virus ad altre persone.

Lo studio

Negli Stati Uniti, i Centers for Disease Control and Prevention (CDC) parlano di 11 sintomi primari, tra cui affaticamento, dolori muscolari, mal di testa, mal di gola e respiro veloce.

Ma aggiungono che il virus può scatenare una serie di altri sintomi.

I ricercatori del KCL hanno utilizzato i dati di 336.837 utenti attraverso l’app Covid Symptom Tracker, in cui le persone segnalano i sintomi.

Dei 27.157 utenti dell’app che hanno fornito i risultati dei test dei tamponi, 2.021 (7,4%) sono risultati positivi al coronavirus. Tra questi, 178 (8,8%) hanno segnalato eruzioni cutanee.

Lo studio ha anche esaminato 17.371 persone sospettate di aver contratto il COVID-19 ma non sono state testate. In ogni caso l’8,2% ha riportato un’eruzione cutanea.

Mario Falchi, a capo della ricerca, ha affermato che i pazienti affetti da Covid-19 hanno riferito di soffrire di eruzioni cutanee per settimane, molto più a lungo dei sintomi più diffusi. .

Molte infezioni virali. come il morbillo e l’herpes zoster, provocano eruzioni cutanee o macchie.

Il sistema immunitario rileva il virus mentre si sposta nel flusso sanguigno e invia delle cellule killer mirate a distruggerlo.

Al contempo tuttavia causano l’infiammazione dell’epidermide che si manifesta con un’eruzione cutanea.

Falchi ha spiegato che “le eruzioni cutanee provocate dal Covid-19 possono presentarsi in molte forme e in diverse fasi della malattia.

“Durante le prime fasi della pandemia l’attenzione era focalizzata su pazienti gravemente malati e ciò ha fatto trascurare l’epidermide, un importante organo bersaglio del virus.

“E’ un sintomo meno diffuso della febbre, è più specifico nel Covid-19 e dura più a lungo.

“Una maggiore consapevolezza da parte delle persone e degli operatori sanitari riguardante le alterazioni dell’epidermide consentirà un’identificazione più efficace dei nuovi e dei precedenti cluster della malattia”. (Fonte: Daily Mail)