Eterologa, in Lombardia non la passa la Asl: la paghi e costa minimo 3mila€

di Redazione Blitz
Pubblicato il 12 settembre 2014 17:55 | Ultimo aggiornamento: 12 settembre 2014 17:57
Eterologa, in Lombardia non la passa la Asl: la paghi e costa minimo 3mila€

Eterologa, in Lombardia non la passa la Asl: la paghi e costa minimo 3mila€

MILANO – In Lombardia l’eterologa si può fare ma non te la passa la Asl: la giunta regionale ha approvato una prima delibera per autorizzare il trattamento ma il costo della fecondazione sarà interamente a carico degli assistiti. E le tariffe, che verranno stabilite con una successiva delibera, sono alquanto proibitive: al momento si parla di 3mila euro. Ma c’è un altro limite: delle seimila coppie lombarde in attesa, solo quelle in condizione di infertilità e di sterilità assoluta e irreversibile potranno fare richiesta.

A illustrare le linee guida in una conferenza stampa è stato il vicepresidente e assessore alla Salute, Mario Mantovani. La procreazione medicalmente assistita sarà autorizzata in Lombardia presso tutti i centri Pma di primo, secondo, terzo livello autorizzati per l’omologa (una sessantina circa).

A partire dall’approvazione della delibera, sono però sospese le procedure per il rilascio di nuove autorizzazioni. E nascerà un registro regionale dei donatori affidato alla fondazione Irccs Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico di Milano.

Ai cronisti Mantovani ha spiegato che

”I costi sono molto variabili, faremo una valutazione. Riteniamo che sia il governo a dover fissare i Lea, come ha fatto con l’omologa”.

Mantovani ha precisato che l’eterologa entrerà in vigore in Lombardia ”a brevissimo, non appena la delibera sarà pubblicata”.

Particolarmente duro è stato il commento della consigliera M5s Paola Macchi:

“Spese integralmente a carico degli assistiti, criteri di accesso restrittivi, eterologa non ammessa per coppie portatrici di malattie genetiche trasmissibili e nemmeno per le coppie in cui entrambi i partner sono sterili, bloccato l’accreditamento di nuovi centri per la procreazione assistita. La Giunta lombarda sceglie di ostacolare in tutti i modi la fecondazione eterologa nonostante la legge 40 sia stata demolita dalla Consulta”.

E affonda:

“Quello della Giunta Maroni è terrorismo etico, ha vinto, ancora una volta, la linea fondamentalista ciellina, che in Lombardia di fatto detta linee guida anacronistiche”.

Dello stesso tenore le parole di Sara Valmaggi, consigliera Pd e vicepresidente del Consiglio regionale lombardo:

 ‘‘Un diritto immolato sull’altare dell’integralismo ciellino. In Lombardia – afferma Valmaggi – negando ogni forma di rimborso pubblico di fatto si escludono dalle cure tutte le coppie non agiate. Il costo della prestazione si aggirerà infatti intorno ai 3 mila euro. Tra le 6 mila coppie già oggi in lista d’attesa quante di loro potranno permettersi di pagarli?”.

Secondo l’esponente del Pd,

”dietro le motivazioni di carattere economico c’è in realtà la volontà di limitare fortemente l’accesso alla fecondazione eterologa, come dimostrano anche le dichiarazione di Ncd e di alcuni esponenti dell’oscurantismo leghista lombardo‘, scelta che appare in contrasto con la sentenza della Corte costituzionale”.

Per il Patto Civico Ambrosoli il giudizio è altrettanto negativo.

”E’ davvero paradossale come, anche nell’adeguarsi a un dettato della Costituzione – dice la capogruppo Lucia Castellano – la Regione Lombardia trovi comunque il modo di rendere problematico l’esercizio di un diritto, in nome di una visione oscurantista e di parte. Che in questo caso produce oltretutto una palese e inaccettabile violazione del principio di uguaglianza”.