Farmaci antipertensivi con valsartan ritirati: “Impurità potenzialmente cancerogena”

di redazione Blitz
Pubblicato il 5 luglio 2018 21:25 | Ultimo aggiornamento: 6 luglio 2018 8:45
Farmaci antipertensivi con valsartan ritirati: "Impurità potenzialmente cancerogena"

Farmaci antipertensivi con valsartan ritirati: “Impurità potenzialmente cancerogena” (Foto Ansa)

ROMA  – Impurità “potenzialmente cancerogena” nei farmaci antipertensivi con valsartan: [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] ritirati 748 lotti di medicinali prodotti da 15 diverse aziende farmaceutiche.

Il provvedimento è stato disposto dall’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) e dalle altre agenzie europee del farmaco nei confronti di 748 lotti di farmaci contro ipertensione e insufficienza cardiaca contenenti il principio attivo valsartan, a causa di alcune impurità durante la produzione nello stabilimento della Zhejiang Huahai Pharmaceuticals, nel sito di Chuannan, in Cina.

Il principio attivo cinese è stato poi utilizzato da diverse aziende farmaceutiche, quelle per le quali è scattato il provvedimento di sospensione. La sostanza trovata è la N-nitrosodimetilamina (NDMA), classificata come probabilmente cancerogena.

Valsartan è un antagonista del recettore dell’angiotensina II, usato per trattare l’ipertensione e l’insufficienza cardiaca. L’Aifa ha diffuso la lista dei prodotti ritirati sul proprio sito, e come sempre in questi casi rivolge una serie di consigli ai cittadini. I pazienti che sono in cura con farmaci a base di valsartan devono verificare se il medicinale che assumono sia presente nella lista dei medicinali coinvolti dal ritiro a scopo precauzionale. La preoccupazione è quella di evitare che i malati che ne hanno bisogno interrompano una cura delicata. Per questo il consiglio è di parlarne prima con il proprio medico e, se necessario, stabilire con lui un trattamento alternativo con un altro medicinale a base di valsartan non interessato dal ritiro o con un altro medicinale appropriato.

L’Aifa ha anche fatto sapere di essere al lavoro insieme all’Agenzia Europea per i Medicinali (EMA) e alle altre agenzie europee per valutare il grado di contaminazione nei prodotti coinvolti e adottare misure correttive nel processo produttivo.