Fast food: più ce ne sono, più malattie al cuore. Rischio infarto direttamente proporzionale

di redazione Blitz
Pubblicato il 19 Settembre 2019 12:18 | Ultimo aggiornamento: 19 Settembre 2019 12:30
Fast food

(Foto Ansa)

MILANO – Fast food fa male al cuore. Si sapeva, si intuiva. Ora la correlazione è mostrata e documentata con le cifre di una ricerca sul campo. Il rischio di malattie cardio vascolari, anzi la loro incidenza è direttamente proporzionale alla quantità di fast food presenti sul territorio. E quindi il fast food è spesso anche junk food per il cuore.

 Vivere in una zona in cui sono presenti più fast food aumenta il rischio di infarto. La correlazione è data dalla propensione maggiore a nutrirsi di cibo spazzatura. Il dato emerge da uno studio dell’Università di Newcastle, Callaghan, Australia, presentato al 67° Congresso scientifico annuale della Società di cardiologia di Australia e Nuova Zelanda. 

“Le patologie cardiovascolari, compreso l’infarto, sono una delle prime cause di morte nel mondo”, ha ricordato il principale autore dello studio, Tarunpreet Saluja. “E’ noto che mangiare il cibo dei fast food è legato ad un maggior rischio di attacchi cardiaci, fatali e non. Nonostante questo il numero di fast food è in rapido aumento. Questo fatto sottolinea la necessità di esplorare il ruolo della disponibilità di cibo nella probabilità di avere un infarto”.

I ricercatori hanno passato in rassegna i dati relativi ad oltre tremila pazienti ricoverati in ospedale in seguito ad un attacco cardiaco nella Regione di Hunter tra il 2011 e il 2013. Il database conteneva anche il codice postale dei pazienti, e così i dati sono stati incrociati con quelli relativi alla presenza di fast food. 

“Già studi precedenti hanno mostrato che lo scarso valore nutrizionale, l’alto contenuto di sale e di grassi saturi del cibo dei fast food è legato ai problemi di cuore”. Adesso da questo studio emerge anche che più alto è il numero di fast food presenti in una zona, più alta è l’incidenza di eventi cardiaci acuti nella stessa area. (Fonte: Science Daily)