Febbre suina, il Comma 22 dell’informazione

Pubblicato il 27 Aprile 2009 16:04 | Ultimo aggiornamento: 21 Ottobre 2010 12:18

È il comma 22 dell’informazione e della comunicazione, scatta inesorabile in caso di notizie come quelle sulla febbre suina. Il comma 22 dell’esercito americano recitava più o meno: chi non è sano di mente può chiedere l’esenzione dal servizio militare, ma chi chiede l’esenzione dal servizio militare non è insano di mente. Così avviene per l’informazione e i pericoli per la salute pubblica: chi pesa, controlla e cerca l’esatta misura degli allarmi non è creduto dalla pubblica opinione. Chi invece dà ampio spazio e risalto ad ogni preoccupazione gode di ascolto anche se, non volendo, aggrava il problema. Anzi, ne crea un altro, quello appunto del panico.

Un esempio? Ecco il testo di una cronaca tratto da uno dei maggiori quotidiani nazionali: «Dal Messico, dove ha già falciato 86 vite, il virus della febbre suina attraversa oceani e continenti, dilaga negli Usa, in Canada, Europa, Medio Oriente, arriva perfino in Nuova Zelanda, aumentando il numero dei contagi e creando una psicosi da piaga biblica». Il testo è redatto secondo le modalità standard della comunicazione: suscitare interesse, emozione, curiosità, partecipazione. Ma è un testo tecnicamente illogico: se davvero il “virus dilaga”, allora non c’è “psicosi” che è paura esagerata e immotivata rispetto alla realtà. Se invece c’è “psicosi”, vuol dire che il virus non “dilaga”. Delle due l’una.

Però se il testo fosse stato: «Dopo i casi in Messico, di cui alcuni mortali, i contagiati negli Usa sono tutti fuori pericolo, nel resto del mondo molti falsi allarmi e qualche contagiato che non corre rischio di vita solo tra chi torna da viaggi in Messico…», allora la credibilità del testo di fronte all’opinione pubblica sarebbe stata minima, anche se massima sarebbe risultata la sua aderenza alla realtà.

Un testo del secondo tipo, di quello insomma non stampato, avrebbe avuto il sapore di un comunicato ufficiale, di quelli di cui nessuno si fida. Sentite dire che mangiare carne di maiale nulla c’entra con la febbre e con il possibile contagio? Lo dicono le massime autorità politiche, sanitarie e scientifiche? L’effetto sarà che tanto più lo dice, tanto più si evita di comprare carne di maiale.

Il comma 22 è inesorabile: la febbre suina c’è, si espande e arriverà anche in Italia. Ma  non è e non sarà una peste, non contagerà milioni di persone nè ne ucciderà centinaia, nemmeno decine. La febbre suina è una delle tante malattie che convivono con l’uomo anche se all’uomo fanno male e recano danno. Però è una febbre che è entrata alla grande nel circuito dell’informazione. Se ne parli per quel che sembra, aumenti la temperatura della paura umana, se ne parli per quel che è, la paura la aumenti lo stesso perchè non ti credono. La febbre suina passerà, farà danni ma passerà, gli antidoti e le cure ci sono e funzionano. Il comma 22 dell’informazione invece resta e pospera, è lui ad essere veramente endemico, anzi “pandemico”.