Superticket da spending review: fino a 500 per un figlio con la fecondazione

Pubblicato il 13 agosto 2012 9:50 | Ultimo aggiornamento: 13 agosto 2012 10:05

ROMA – Cinquecento euro per avere un figlio: se non si è tra i fortunati che riescono ad averlo naturalmente e dovete ricorrere alla fecondazione assistita il costo può essere questo. Almeno in alcune regioni italiane, come in Piemonte o Toscana.

Proprio in Toscana tra poche settimane (il 3 settembre) il ticket per una Fivet (cioè una fecondazione in vitro) passerà da 100 a 500 euro nei centri pubblici e in quelli convenzionati, con punte di 700 euro per le tecniche più complesse. Gli aumenti sono arrivati con la delibera regionale per i nuovi ticket sulla spending review varati dalla giunta di Vasco Errani per rispondere ai tagli del governo senza comprimere i servizi. E con gli aumenti è esplosa la polemica.

Nel dettaglio, come spiega Repubblica, i costi vanno dai 100 euro per un’inseminazione extrauterina o un monitoraggio dell’ovulazione ai 700 euro per la fecondazione in vitro con inseminazione intracitoplstica e prelievi microchirurgici degli spermatozoi.

Eppure i contribuenti toscani potrebbero ritenersi fortunati, considerato che in gran parte del Sud Italia la Fivet non viene neppure fatta in strutture pubbliche.

Uniche eccezioni positive la Lombardia e l’Emilia Romagna, dove ci sono centri pubblici di eccellenza e la Fivet è gratuita. Al Sud mancano proprio le strutture. Ci sono solo quelle private, dove una Fivet può costare anche 3.500 euro. Del resto le strutture private sono la maggioranza per quanto riguarda i trattamenti di fecondazione: il 54,3%.  Troppi, se si considera l’aumento continuo di chi ricorre alla Fivet per avere un figlio.

In ogni caso il problema non riguarda chi può andare all’estero: in trentamila ogni anno, vanno oltre confine, dove, tra l’altro, è consentita anche la fecondazione eterologa.