Fecondazione eterologa, ok ai centri in Toscana. Esperti: “No impedimenti”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 28 Luglio 2014 15:22 | Ultimo aggiornamento: 28 Luglio 2014 15:24
Fecondazione eterologa, ok ai centri in Toscana. Esperti: "No impedimenti"

Fecondazione eterologa, ok ai centri in Toscana. Esperti: “No impedimenti”

ROMA – “Non ci sono impedimenti particolari alla donazione di sperma per la fecondazione eterologa“. A dirlo sono gli esperti convocati al Tavolo tecnico dal ministero della Salute che devono fare chiarezza sulla fecondazione eterologa, cioè da gamete maschile o ovulo proveniente da un donatore esterno alla coppia.

Secondo gli esperti poi ogni coppia potrà avere più figli nati dallo stesso donatore biologico, ma ogni donatore  non potrà avere più di 25 figli su un campione di 1 milione di abitanti, in modo da limitare le possibilità di incontro involontario tra consanguinei.

Si tratta, sottolineano gli esperti al ministero, di un primo incontro e di prime considerazioni sul tema ma la Regione Toscana intanto si è già attivata a favore dell’apertura di centri, sia pubblici che privati, che possano praticare la fecondazione eterologa.

Gli esperti hanno sottolineato:

“Non sussistono particolari impedimenti all’attivazione delle procedure di donazione di gameti in Italia. Il tavolo ha avuto esclusivamente ruolo informale e consultivo”.

In una nota, firmata dalle Società scientifiche componenti del tavolo, si sottolinea come il Tavolo abbia avuto

”esclusivamente un ruolo informale e consultivo e ha lavorato ascoltando il parere espresso dagli esperti su ‘prestabiliti ordini del giorno’, senza mai giungere a compiere atti deliberativi o votazioni su nessuno dei temi trattati”.

In nessun incontro, si precisa,

”sono stati presentati testi o bozze di Linee guida che, evidentemente, se già in possesso del ministero o di altri componenti del tavolo, non sono state divulgate ai convenuti”.

Inoltre, affermano i componenti del Tavolo,

”gli argomenti di valutazioni di carattere politico, quali l’iter da dover seguire per la piena attuazione in Italia del Disposto della Suprema Corte, non sono state oggetto di nostra discussione”.

Il compito delle Istituzioni sanitarie pubbliche, rilevano inoltre gli esperti nel documento,

”è quello di garantire in tempi brevissimi e certi la possibilità per i cittadini di accedere alle procedure di Procreazione medicalmente assistita con donazione di gameti, senza discriminazioni di carattere economico e territoriale, nel rispetto della Sentenza della Corte Costituzionale che ha affermato la necessità di rimuovere le cause determinanti ‘un ingiustificato, diverso trattamento delle coppie affette dalla più grave patologia, in base alla capacità economica”’.

Il Tavolo ha comunque definito la necessità e

“l’immediata disponibilità di norme e l’apertura di uno specifico capitolo di spesa per la realizzazione delle bio-banche pubbliche all’interno di strutture del Sistema Sanitario Nazionale finalizzate alla fecondazione eterologa”.

Nel documento firmato si ribadisce che

”è necessaria la tutela assoluta e inviolabile dei cosiddetti ‘Dati Identificativi’ dei donatori, con unica possibile eccezione in caso di gravissime e straordinarie esigenze sanitarie dove sarà possibile conoscere l’identità genetica/biologica del donatore, e sempre e comunque con esclusione dell’identità biografica, su documentata richiesta decisa da apposita commissione medica”.

Inoltre serve una

”adeguata registrazione dei dati anamnestici familiari del donatore consentirà di evitare, attraverso l’incrocio dei dati, con quelli dei potenziali riceventi, il rischio di utilizzare, per la donazione, gameti di un consanguineo del ricevente e prevedere per le donazioni una forma di rimborso che dovrà essere rigidamente regolamentata, analogamente alle donazioni di sangue e midollo, per non vanificare, la possibilità di disporre di gameti e ribadire il valore solidaristico dell’atto oblativo del dono”.

Nonostante gli esperti abbiano fissato queste prime considerazioni, la Regione Toscana sarebbe già pronta ad offrire ai cittadini la possibilità di accedere alla fecondazione eterologa in centri pubblici, privati e convenzionati. La delibera sarà esecutiva dopo la pubblicazione nel Bollettino ufficiale della Regione Toscana.