Sindrome della fermentazione intestinale (o dell’autoproduzione di birra): paziente guarito grazie a trapianto fecale

di Caterina Galloni
Pubblicato il 19 Agosto 2020 8:02 | Ultimo aggiornamento: 18 Agosto 2020 23:17
microbioti foto ansa

Sindrome della fermentazione intestinale guarita contra pianto fecale. Nella foto Ansa i microbioti, i batteri che abitano l’intestino umano

Un belga di 47 anni che soffriva della rara sindrome della fermentazione intestinale o dell’autoproduzione di birra è stato sottoposto a un trapianto fecale.  

Per due mesi l’uomo era stato sporadicamente ubriaco ma senza aver mai assunto una goccia d’alcol.

Dai medici dell’ospedale universitario di Ghent gli è stata diagnosticata la sindrome della fermentazione intestinale, nota anche come sindrome dell’autoproduzione di birra.

E’ una malattia rara in cui vengono prodotte quantità di etanolo mediante fermentazione endogena degli amidi all’interno del sistema digestivo.

Inizialmente gli era stata prescritta una dieta a basso contenuto di carboidrati e farmaci antimicotici, ma si erano rivelati inefficaci.

Il secondo ciclo di cura è stato il trapianto fecale.

 
Viene prelevato un campione da un donatore sano e impiantato nell’intestino del paziente.

Negli ultimi dieci anni c’è stato un crescente interesse nei confronti dei trapianti fecali come trattamento per una serie di condizioni.

 
Tra queste le infezioni intestinali ricorrenti causate dal batterio Clostridioides difficile o i malati di cancro.

Paziente guarito tramite il trapianto fecale

In seguito al trapianto il paziente belga è guarito come confermato anche dalle analisi eseguite 34 mesi dopo. I sintomi erano scomparsi.

La sindrome dell’autoproduzione di birra è più diffusa nei pazienti con comorbilità come diabete, obesità e morbo di Crohn, ma può verificarsi anche in individui sani.

Non è noto quale sia la causa della sindrome,raramente diagnosticata, ma dipende dal microbiota nel tratto gastrointestinale, i cosiddetti “batteri buoni” (fonte: Daily Mail).