Frullato alla placenta, ma chi se li fa? E sono anche a rischio batteri

di Redazione Blitz
Pubblicato il 7 Maggio 2014 14:26 | Ultimo aggiornamento: 7 Maggio 2014 14:35
Frullato alla placenta, ma chi se li fa? E sono anche a rischio batteri

Claudia Galanti beve la sua placenta

ROMA – Frullata o in pillola, bere la placenta è l’ultima moda tra le star. Ma nella vita reale chi lo fa? La prima neomamma a parlarne è stata Nicole Kidman, mentre Claudia Galanti ha postato su Instagram la foto con frullato in mano. La convinzione è che la placenta porti benefici a pelle e umore, ma i rischi per la salute sono in agguato. I frullati e le pillole vendute da un’azienda inglese sono ad alto rischio di contaminazione batterica, con danni per la salute.

Secondo il Dacorum Borough Council la placenta potrebbe diventare veicolo del batterio Stafilococco aureo, pericoloso per la salute, scrive Il Corriere della Sera:

“Il caso, il primo del genere – si legge sulla Bbc news online – è finito in tribunale in Inghilterra. L’Independent Placenta Encapsulation Network (Ipen), con sede nell’Herts, una contea inglese, produce frullati e compresse a base di placenta, sostenendo che fanno bene alla salute. Lo scorso ottobre il Dacorum Borough Council ha intimato all’azienda di non commercializzare più i prodotti per il rischio di contaminazioni batteriche. Ora si aspetta il verdetto dei giudici di Watford, che dovrebbe arrivare alla fine della prossima settimana. Secondo l’avvocato del Council, lo Stafilococco aureo, presente nella vagina del 10% delle donne, potrebbe passare nella placenta”.

Lynnea Shrief, fondatrice dell’azienda Ipen, ha spiegato ai giudici i benefici del bere la placenta:

“fa venire più latte, aiuta a combattere la depressione post-parto, migliora l’umore generale e regala una sensazione di benessere. Da due anni sono commercializzate capsule e frullati, ma a ottobre, con un avviso urgente, la commercializzazione è stata interrotta. In ballo c’è la salute delle donne, quella stessa che compresse e frullati pretendono di migliorare. L’azienda però si difende sostenendo che la placenta dovrebbe essere conservata a 8 gradi C entro 4 ore dal parto, ed è alla giusta temperatura quando la ricevono, altrimenti la rifiuterebbero: dunque, non presenta alcun rischio per la salute”.