Infarto, farmaci contro diabete e obesità utili anche contro il grasso del cuore 

di redazione Blitz
Pubblicato il 26 Settembre 2019 16:54 | Ultimo aggiornamento: 26 Settembre 2019 16:54
Infarto, utili farmaci contro diabete e obesità

Farmaci contro il diabete utili anche per il cuore (Foto d’archivio)

MILANO  –   I farmaci usati contro diabete e obesità sono utili anche per ridurre il grasso che riveste il cuore (o grasso epicardico), con effetti cardiovascolari benefici.

A dirlo è uno studio pubblicato sull’International Journal of Cardiology, cui hanno collaborato i ricercatori dell’Università degli Studi di Milano e dell’Irccs Policlinico San Donato.

Il tessuto adiposo epicardico è un particolare grasso che ricopre le arterie coronarie e il cuore di cui, in condizioni normali, costituisce circa il 20% del peso totale. In costante comunicazione con il muscolo cardiaco, questo tessuto rappresenta anche la sua principale riserva energetica e lo protegge, facendo in modo che la sua temperatura sia sempre ottimale e che le coronarie rimangano stabilmente nella loro sede quando la frequenza del battito aumenta.

Un eccesso di grasso cardiaco, tipico delle persone con obesità, ha invece diversi effetti dannosi sul cuore: ne modifica il metabolismo, ne cambia struttura e mobilità, danneggia le funzioni e aumenta il rischio di scompenso.

“Sappiamo che a una pancia grassa corrisponde un cuore grasso e che l’eccesso di grasso epicardico genera un’azione infiammatoria sulle pareti delle arterie coronarie e del cuore”, spiega il dottor Alexis Elias Malavazos, del Policlinico San Donato.

Questo nuovo lavoro apre la strada al potenziale uso del grasso cardiaco come bersaglio terapeutico. Tutto è partito dall’osservazione che i pazienti diabetici e obesi in terapia con i farmaci incretino-mimetici (usati per diabete e obesità) avevano una riduzione dello spessore del grasso cardiaco fino al 36%, indipendentemente dalla perdita di peso e un miglior controllo del glucosio. Attraverso l’azione sul grasso cardiaco “deriva quindi – spiega Elena Dozio, della Statale – un’importante funzione protettiva a livello del cuore”. (Fonte: Ansa)