Influenza australiana, nel Regno Unito si teme un’epidemia

di Redazione Blitz
Pubblicato il 18 gennaio 2018 7:45 | Ultimo aggiornamento: 18 gennaio 2018 7:05
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Influenza australiana, nel Regno Unito si teme un’epidemia

ROMA – Preoccupazione nel Regno Unito per la temuta “influenza australiana”: secondo gli esperti è simile alla “spagnola” che nel 1918 sterminò 50 milioni di persone. L’ H3N2, sostiene il farmacista britannico Marvin Manzu, può comportare complicazioni fatali, tipo la polmonite, esattamente come il virus di 100 anni fa.

L’ influenza australiana è più grave di quella suina che nel 2009 in tutto il mondo falciò quasi 300.000 persone. Nel Regno Unito, l’australiana continua a diffondersi e fino a oggi il bilancio noto delle vittime è di 97 persone ma nelle prossime settimane sono previsti altri decessi, scrive il Daily Mail.

I genitori della diciottenne scozzese, Bethany Walker, hanno attirato l’attenzione nazionale rivelando che la figlia era morta a causa dell’australiana.

I casi sono aumentati anche del 35%, in base alle cifre del governo britannico e le autorità cercano di arginare il focolaio. Entro fine mese, secondo le proiezioni, l’influenza diventerà un’epidemia, il Regno Unito sarà colpito simultaneamente da ceppi killer.

L’H3N2 è quello che ha provocato più preoccupazioni, dopo aver scosso l’Australia nel corso dell’inverno e innescato il triplo del numero di casi previsti.

Munzu, che lavora con Jakemans, ha detto che l’australiana condivide sintomi simili alla spagnola: una forma aggressiva dell’odierno H1N1, meglio noto come influenza suina.

Al Daily Express ha riferito: “Entrambi sono di tipo A, la peggiore forma influenzale che può interessare anche adulti tra i 30 e i 40 anni, non solo anziani e bambini”.

“I sintomi della spagnola si avvertivano velocemente, il che significa che al mattino una persona stava bene e all’improvviso stava malissimo”.

“La più importante somiglianza con l’australiana è che le persone potrebbero subire complicazioni secondarie. Nel 1918, ci fu chi come conseguenza della spagnola, si ammalò di polmonite o setticemia e queste furono le cause della morte”.

Munzu, in ogni caso sottolinea che i progressi della medicina rendano improbabile quell’enorme numero di decessi: tra il 1918 e il 1920, la spagnola si diffuse in più di terzo della popolazione mondiale e in pochi mesi uccise più di 50 milioni di persone, tre volte di più della prima guerra mondiale, e più velocemente di qualsiasi altra malattia nella Storia.