Influenza, effetto Fluad: vaccinazioni in calo dell’80% dopo il blocco

di Livia Parisi (Ansa)
Pubblicato il 7 Dicembre 2014 12:46 | Ultimo aggiornamento: 30 Agosto 2019 10:34

Influenza, effetto Fluad: vaccinazioni in calo dell’80% dopo il blocco

ROMA – Le vaccinazioni antinfluenzali sono calate dell’80%. Questo ‘l’effetto Fluad‘ che dilaga da Nord a Sud Italia, nonostante le rassicurazioni da parte del ministero della Salute e dell’Agenzia del Farmaco.

Rientrato l’allarme legato al blocco dei lotti sospettati di aver provocato decessi tra gli anziani, non sembrano ancora rientrate le preoccupazioni degli italiani.

E se rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, ad oggi, il calo dei vaccini effettuati si attesta intorno al 30% è solo perché la maggior parte delle regioni era già arrivata a buon punto con l’immunoterapia delle persone a rischio, prima che scoppiasse il caso.

E’ la stima che emerge da un’indagine a campione tra i medici di famiglia aderenti al Sindacato Medici Italiani (Smi). La situazione però varia da regione a regione, in base alle scelte comunicative portate avanti da ognuna e allo stato di avanzamento della campagna vaccinale, prima del blocco.

“Da quando si è iniziato a parlare di decessi ho vaccinato una sola persona, fortunatamente la campagna vaccinale era già a buon punto, questo farà sì che il calo rispetto allo scorso anno non andrà oltre il 30%”, commenta il vice segretario Smi Toscana Franco Fontana.

“Tutto bloccato dopo la notizia”, segnalano anche i medici in Piemonte, Liguria, Sardegna e Molise. Così come in Sicilia, dove però il calo rispetto al passato autunno è del 20%, perché l’80% aveva già provveduto. Nel Lazio, dichiara Paolo Marotta, segretario regionale, “la metà di coloro che in genere si vaccinano, lo aveva fatto tra ottobre e novembre, nel restante 50% di chi dovrebbe farlo il calo arriva al 100%, soprattutto tra i 65 e 75enni, quelli che maggiormente seguono tv e giornali”.

In Abruzzo, dopo la notizia, il calo è stato del 90% e attualmente si registra il 30-40% in meno di vaccinati rispetto all’anno precedente. Va meglio in Puglia, riferisce il segretario regionale Anna Lampugnani: “la flessione dopo la notizia è stata del 50% mentre complessivamente il calo rispetto allo scorso anno è del 15%”. Idem per la Calabria, dove la campagna vaccinale era praticamente terminata prima della notizia.

Grazie all’informazione svolta in modo capillare, sempre secondo stime, ‘l’effetto Fluad’ è stato meno rilevante in Emilia Romagna (dove il calo immediato è stato del 15%) e Lombardia (-35%). In Veneto la flessione è del 70% rispetto al ‘prima del blocco’, ma anche qui complessivamente si stima un -30% rispetto al 2013. “Il dato principale – commenta Pina Onotri segretario nazionale Smi – è che è mancata una regia nazionale.

Alcune regioni più attente a fare una campagna informativa rassicurante hanno visto cali inferiori, come la Puglia e l’Emilia Romagna, in altre che hanno fatto comunicazioni ufficiali che hanno contribuito ad alzare l’allarme, come il Lazio e la Liguria, dove il blocco delle vaccinazioni è andato oltre a quello dei lotti incriminati, il clamore è stato maggiore”.

Un pesante colpo è arrivato anche alle vendite di vaccini nelle farmacie, anche se, come chiarito fin dall’inizio, il Fluad non rientrava tra le marche distribuite nei presidi di Croce Verde. Rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, si stima un -30% in Campania e Veneto, -45% in Sicilia, -15% in Emilia Romagna. Dati raccolti a macchia di leopardo, ma che “confermano l’impatto mediatico”, secondo il presidente di Federfarma Annarosa Racca.

“E’ ancora presto per dare dei numeri precisi, ma – prosegue – i danni saranno probabilmente notevoli per quello che riguarda gli obiettivi della campagna vaccinale, con conseguenti ripercussioni per la salute delle persone, perché il vaccino antinfluenzale salva molte vite”.