Influenza H1N1, allarme virus mutato: in India già 1200 morti

di Redazione Blitz
Pubblicato il 11 Marzo 2015 20:07 | Ultimo aggiornamento: 11 Marzo 2015 20:07
Influenza H1N1, allarme virus mutato: in India già 1200 morti

Influenza H1N1, allarme virus mutato: in India già 1200 morti

ROMA-  Una mutazione e il virus H1N1 in circolazione in India diventa in grado di trasmettersi con più efficacia rispetto alla sua ‘versione’ del 2009, responsabile della pandemia che fra il 2009 e il 2012 ha ucciso oltre 18.000 persone in tutto il mondo. L’allerta arriva dal Massachusetts Institute of Technology (Mit), che sulla rivista Cell Host & Microbe pubblica i dati che indicano le differenze tra la versione originaria del virus H1N1 e quella che dal dicembre scorso ha ha ucciso oltre 1.200 persone in India.

Nel frattempo un’altra ricerca condotta in Cina, nell’università di Hong Kong, e pubblicata su Nature, mette in guardia contro il rischio di una nuova ondata di un altro virus dell’influenza, l’H7N9, che potrebbe anche causare una pandemia. Come si è ripetuto per anni, i virus dell’influenza non dormono mai e il rischio di mutazioni è costantemente in agguato.

Per questo gli esperti del Mit, coordinati da Ram Sasisekharan e Kannan Tharakaraman, esortano a tenere alta la guardia. Soprattutto considerando che i loro dati contrastano con quanto hanno finora dichiarato i rapporti forniti dalle autorità sanitarie indiane, dai quali non emerge alcuna mutazione del virus H1N1 rispetto al ceppo del 2009. ”Si ritiene comunemente che il vaccino contro l’H1N1 oggi disponibile sia ancora efficace”, osservano i ricercatori del Mit, ma a questo punto ”sono necessari degli aggiornamenti”. A complicare le cose ci sono però c’è la frammentarietà delle notizie sull’influenza in India e la mancanza di un efficiente sistema di monitoraggio della circolazione dei virus influenzali nei serbatoi animali.

Secondo gli esperti sarebbe necessario preparasi per tempo: ”quando si mette in atto un sistema di sorveglianza in tempo reale, ci si organizza e si depositano le sequenze genetiche dei virus, allora ci sono le condizioni per una migliore strategia di risposta al virus”, ha osservato il coordinatore del gruppo di lavoro del Mit, Alfred Caspary. Per le sue condizioni e per l’alta densità demografica, l’India ”rappresenta un Paese a rischio per l’emergenza di virus mutati”, osserva la virologa Ilaria Capua, che dal 2006 si batte perché i dati sui virus dell’influenza siano pubblicamente accessibili in tutto il mondo. ”Mentre la cultura della maggiore trasparenza è permeata in alcuni Paesi, anche grazie ai fondi di ricerca resi disponibili, in altre parti del mondo, come l’India siamo ancora indietro”.

Sarebbe necessario, rileva, ”sensibilizzare l’India ad essere più trasparente e incentivare il lavoro di sequenziamento e deposito nei database pubblici, attraverso finanziamenti mirati ed infrastruttura adeguata. Perchè solo conoscendo il nemico puoi combatterlo. Sono orgogliosa – conclude – che una battaglia portata avanti dalla sanità pubblica italiana abbia portato ad una consapevolezza diversa sulla necessità di condividere i dati, e a dei vantaggi così evidenti”. .