Influenza: nessuno si vaccina (solo 13%). E a gennaio…

di Redazione Blitz
Pubblicato il 2 Dicembre 2015 10:32 | Ultimo aggiornamento: 2 Dicembre 2015 10:32
Influenza: nessuno si vaccina (solo 13%). E a gennaio...

Influenza: nessuno si vaccina (solo 13%). E a gennaio…

ROMA – Solo il 13% degli italiani ha scelto di vaccinarsi contro l’influenza. Complice il tempo mite di questo novembre, il picco stagionale per l’influenza è previsto tra gennaio e febbraio, quando secondo le stime dell’Istituto superiore di Sanità mezza Italia sarà messa ko. La sfiducia nei confronti dei vaccini ha portato ad un brusco calo delle vaccinazioni, crolla così il numero degli immunizzati in quella che è diventata una vera e proprio fuga dal vaccino.

Paolo Russo su La Stampa scrive che già nel 2014 il numero delle vaccinazioni era in calo del 30% rispetto all’anno precedente, ma nel 2015 solo il 13,6% ha scelto di vaccinarsi contro il 19,6% di 5 anni fa. La cosa più grave, sottolinea poi Russo, è che a non vaccinarsi sono le categorie più a rischio come gli anziani. Una tendenza di calo legata all’allarme, sebbene infondato, degli anti-vaccinisti su internet:

“Un bel contributo, dicono all’Iss, lo ha dato anche l’allarme lanciato lo scorso anno non da uno dei 200 siti anti-vaccini che impazzano nella Rete ma dall’Aifa, l’Agenzia italiana del farmaco, che sequestrò alcuni lotti ritenuti contaminati. Dalle regioni iniziarono ad arrivare ogni giorno segnalazioni di morti “sospette”. Magari perché un ultra ottantenne, con varie e gravi malattie croniche, era spirato dopo essersi immunizzato. L’allarme rientrò appena appurato che quei lotti erano in regola e che le morti con il vaccino anti-influenzale non avevano niente a che vedere. Ma oramai il danno era fatto e la diffidenza di ieri la scontiamo ancora oggi. Con danni mica da poco, sia in termini di salute che economici.

Le morti direttamente correlate all’influenza lo scorso anno sono state “solo” 163, ma Walter Ricciardi, presidente dell’Iss, stima che quelle correlate siano almeno 8mila, a causa soprattutto di complicazioni del sistema respiratorio e cardiovascolare. Sul piano economico poi i 4,3 milioni di italiani allettati dall’ “australiana” lo scorso anno hanno perso circa 10 milioni di giornate di lavoro, facendo gettare al vento qualche miliardo, stimano sempre all’Istituto.

Quest’anno potrebbe andare peggio. Ma non tutto è perduto. «Questo è il momento buono per vaccinarsi perché il picco dell’influenza arriverà tra un mese, due e il vaccino impiega 15 giorni per fare effetto», spiega il presidente dell’Ordine dei medici di Napoli, Silvestro Scotti. Che ricorda come quest’anno sia disponibile anche un vaccino «rinforzato» per gli anziani, «in grado con un coadiuvante di stimolarne maggiormente la risposta immunitaria».

Claudio Cricelli, presidente della Simg, la Società italiana di medicina generale, ha invitato le categorie a rischio, come bimbi e anziani, a non sottrarsi al vaccino:

“«L’antinfluenzale è gratuito per gli under 65 e per tutti i malati cronici, in particolare diabetici, immunodepressi gravi, affetti da malattie respiratorie e cardiovascolari, malati di tumore». «Per i bambini dai sei mesi in su si paga ma – aggiunge – sarebbe consigliabile vaccinarli perché non avendo visto prima il virus le loro difese immunitarie non si attivano, rendendoli più vulnerabili»”.