Influenza: il virus B Yagamata che ha fregato i vaccini

di redazione Blitz
Pubblicato il 19 gennaio 2018 12:55 | Ultimo aggiornamento: 19 gennaio 2018 12:55
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Influenza: il virus B Yagamata che ha fregato i vaccini

ROMA – Con quasi 4 milioni di italiani già a letto, quella attuale è la “peggiore epidemia influenzale degli ultimi 14 anni”. E forse la colpa è di un virus dispettoso, che in parte è riuscito a farsi beffa dei vaccini: si chiama Yagamata e fa parte della famiglia di tipo B, solo parzialmente coperta dal vaccino trivalente, il più diffuso. La sua circolazione si è intensificata proprio in questi giorni, ma non era previsto.

Fabrizio Pregliasco, ricercatore dell’Università di Milano e Direttore sanitario IRCCS Galeazzi, spiega: “Quello che si sta notando di più, a livello di casi, è il virus B”. In particolare, la variante “Yamagata è presente solo nel vaccino quadrivalente – sottolinea il virologo – per cui chi ha fatto il vaccino trivalente è meno protetto”.

Il vaccino trivalente, infatti protegge dai virus AH1N1, AH3N2 ed il virus B, ma non offre una protezione totale contro le varianti di quest’ultimo virus. Tuttavia, sottolinea ancora l’esperto, “il motivo principale dell’aumento dei casi è dovuto al fatto che i virus B colpiscono prevalentemente i giovani ed i bambini, che continuano a fare da untori facilitando la diffusione della patologia e l’aumento dei casi”.

Il tipo B non è particolarmente “cattivo” perché non muta e non è così virulento. Per questo motivo colpisce maggiormente i bambini. Di sicuro però è uno dei motivi della maggior diffusione dell’influenza quest’anno.

Secondo l’ultimo bollettino della rete di sorveglianza Influnet dell’Istituto superiore di sanità, nella scorsa settimana si sono registrati 802 mila nuovi casi e sono già in totale più di 3 milioni gli italiani che sono stati colpiti dall’influenza. La fascia di età maggiormente colpita è quella dei bambini al di sotto dei cinque anni in cui si osserva un’incidenza pari a circa 28,5 casi per mille assistiti e quella tra 5 e 14 anni pari a 15,1.

Ancora in aumento anche il numero di casi nei giovani adulti in cui l’incidenza è pari a 13,4 e negli anziani con 8,1 casi per mille assistiti. Proprio tra gli anziani, conferma Pregliasco, “si registra inoltre la maggiore incidenza di complicanze, con un aumento di oltre il 20% di accessi ai Pronto soccorso soprattutto per casi di polmonite, una complicanza da non sottovalutare”.

 

 

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