Italia in crisi di panico: più antidepressivi, meno vaccini. Rapporto sui farmaci

di Redazione Blitz
Pubblicato il 27 Gennaio 2015 10:13 | Ultimo aggiornamento: 27 Gennaio 2015 10:13
Italia in crisi di panico: più antidepressivi, meno vaccini. Rapporto sui farmaci

Italia in crisi di panico: più antidepressivi, meno vaccini. Rapporto sui farmaci

ROMA – Italia in crisi di panico: più antidepressivi, meno antibiotici. Rapporto farmaci. Più oppiacei (antidepressivi, antidolorifici), meno vaccini e antibiotici. E’ la spesa in farmaci degli italiani che restituisce l’istantanea di un Paese depresso, vuoi per gli effetti duraturi della crisi, vuoi per l’allungamento della vita media. C’entra la crisi economica anche per la diminuzione nel 2014 della spesa complessiva (20 miliardi, di cui tre quarti a carico del servizio sanitario nazionale).

Sempre più antidepressivi sono consumati dagli italiani, tanto che questi farmaci ”rappresentano ad oggi una delle principali componenti della spesa farmaceutica pubblica”. Lo ha sottolineato oggi il direttore generale dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa), Luca Pani, presentando il Rapporto Osmed sull’uso dei farmaci.

Nel 2030 la depressione, dopo le malattie cardiovascolari – ha sottolineato Pani – sarà la patologia responsabile della perdita del più elevato numero di anni di vita attiva e in buona salute. Ed inevitabilmente gli antidepressivi rappresentano ad oggi una delle principali componenti della spesa farmaceutica pubblica.

Nell’ultimo decennio il consumo di antidepressivi è cresciuto in maniera drammatica: da una parte, per l’aumentata prevalenza di depressione ed altri disturbi psichiatrici di comune riscontro nella popolazione generale, quali ansia ed attacchi di panico; dall’altra, per la maggiore maneggevolezza di altri antidepressivi di recente commercializzazione (Luca Pani, dg Aifa, Rapporto Osmed sull’uso dei farmaci).

I dati segnalano l’insorgenza e la progressiva affermazione di un problema sanitario: sempre più persone (in particolare gli anziani) denunciano forme di assuefazione e dipendenza dagli oppioidi contenuti nei farmaci per la cura dell’ansia e della depressione.

Intanto è diminuito nel 2014 l’utilizzo di antibiotici da parte degli italiani, mentre in testa ai consumi si confermano i farmaci per le patologie cardiovascolari e dell’apparato gastrointestinale. Il consumo di antibiotici ha dunque registrato una riduzione rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente del 4%, con 21,2 dosi giornaliere consumate ogni mille abitanti.

Complessivamente, rileva il Rapporto Aifa, sono cinque le categorie di farmaci più prescritte: i farmaci per il sistema cardiovascolare si confermano al primo posto per consumo ma, per la prima volta, vengono preceduti per spesa pubblica dai farmaci antitumorali. La seconda categoria più prescritta rimane quella dei farmaci dell’apparato gastrointestinale e metabolismo.

I farmaci per il sangue si collocano al terzo posto per prescrizione e al quinto per spesa complessiva, e quelli per il sistema nervoso centrale si posizionano al quarto posto per prescrizione (gli antidepressivi sono la categoria più utilizzata). Tra i farmaci antidolorifici, invece, si registrano incrementi del consumo degli oppiacei. Nell’ambito dei farmaci per il sistema respiratorio, la quinta categoria più prescritta, gli antiasmatici sono i primi in termini di consumi