Marijuana libera, il consiglio comunale di Torino dice sì: odg passa per 2 voti

di Redazione Blitz
Pubblicato il 14 gennaio 2014 12:16 | Ultimo aggiornamento: 14 gennaio 2014 14:40
Marijuana libera, Torino è la prima città d'Italia che vota sì

Marijuana libera, Torino è la prima città d’Italia che vota sì

TORINO – Il primo sì alla liberalizzazione della marijuana arriva dal consiglio comunale della città di Torino. Due ordini del giorno sul tema della cannabis, di cui uno passato per appena due voti, quelli dei consiglieri M5s, che hanno fatto la differenza tra chi è favorevole e chi no.

L’odg comunale non è legge, ma apre la pista a chi al Parlamento chiede la liberalizzazione delle droghe leggere per scopi terapeutici e l’abolizione della legge FiniGiovanardi. Hanno detto sì Sel, mezzo Pd, Idv e 5 Stelle. Contrari 13 e 6 gli astenuti, tra loro anche il sindaco Fassino.

“Un conto è depenalizzare, un altro è legalizzare”, raffreddano i toni i moderati democratici, mentre esulta Marco Grimaldi di Sel, primo firmatario dell’odg, che ha dichiarato:

“Non eravamo riusciti quattro anni fa a tracciare la via sulle “stanze del buco” ma questa volta ce l’abbiamo fatta. E da Milano e altre città ci hanno già chiesto il documento per capire come venirci dietro”.

A riportare la notizia della depenalizzazione a favore della marijuana è il quotidiano La Stampa, che spiega quali siano i due odg approvati il 14 gennaio in consiglio comunale.

“La prima chiedeva un «sì» per l’utilizzo della cannabis a fini terapeutici, come già accade in Toscana, Liguria e Veneto, dove la Regione (a trazione leghista, come il Piemonte) oltre ad aver autorizzato i farmaci cannabinoidi per la terapia del dolore ha approvato la distribuzione sperimentale e gratuita in ospedale e farmacia di preparati a base di cannabis.

La seconda, invece, era più drastica: via subito la legge Fini-Giovanardi, restrittiva e secondo molti una delle principali cause del sovraffollamento delle carceri, e via libera alla produzione diretta di marijuana e alla sua vendita. Approvarla è stato ben più complesso, perché – oltre al sindaco – anche parte della maggioranza si è sfilata, astenendosi o votando contro. La differenza l’hanno fatta i due consiglieri del Movimento 5 Stelle, entrambi favorevoli”.