Mascherine, c’è una congiuntivite. Per metterle bene devi prima piegarle 2 volte

di Redazione Blitz
Pubblicato il 19 Maggio 2020 11:55 | Ultimo aggiornamento: 19 Maggio 2020 11:55
Mascherine, c'è una congiuntivite. Per metterle bene devi prima piegarle 2 volte

Mascherine, c’è una congiuntivite. Per metterle bene devi prima piegarle 2 volte

ROMA – Esiste una congiuntivite dovuta all’errato uso delle mascherine chirurgiche. Se indossate male il fiato che espelliamo dal naso o dalla bocca sale infatti negli occhi.

Per evitare che questo accada bisogna piegarla due volte lungo la parte aderente che poggia sul naso. Prima piegarla a metà e poi i due lati verso l’esterno.

Un accorgimento non da poco visto che con la mascherina indossata ci passeremo molto tempo ogni volta che usciamo di casa. Clicca qui vedere per il tutorial su come piegare la mascherina.

Il professor Paolo Vinciguerra, responsabile di Humanitas Centro Oculistico e docente di Humanitas University al Corriere della Sera infatti spiega:

“Le mascherine hanno varie forme, quello che capita è che, se indossate male, il naso le tiene discoste creando un passaggio del fiato verso gli occhi.

I batteri del cavo orale sono utili in bocca, hanno una funzione. Gli stessi batteri nell’occhio possono divenire molto aggressivi.

Questo circolo d’aria crea anche altri disturbi: irritazione dovuta all’occhio secco, ma anche una disfunzione della palpebra inferiore, che viene un po’ bloccata da alcuni tipi di mascherine”.

Gli “avvisi” della sindrome infiammatoria nei bimbi.

Sono sei le condizioni che definiscono la Sindrome infiammatoria multisistema nei bambini e adolescenti da 0 a 19 anni identificata dall’Oms e probabilmente collegata alla Covid-19:

– Febbre da oltre 3 giorni.

– Due condizioni tra le seguenti: congiuntivite o segni di infiammazione orale, sulle mani o sui piedi; ipotensione o shock; disfunzioni cardiache; coagulopatia; problemi gastrointestinali acuti.

– Marcatori elevati di infiammazione.

– Assenza di altre cause microbiche di infiammazione, come sepsi, staffilococco o streptococco.

– Evidenza di Covid-19 (test sierologici positivo) o aver avuto contati con pazienti affetti da Covid-19. (Fonte Corriere della Sera).