Meno farmaci e più dieta mediterranea per prevenire le malattie del cuore e il diabete

di redazione Blitz
Pubblicato il 20 giugno 2018 6:34 | Ultimo aggiornamento: 19 giugno 2018 20:37
Meno farmaci più dieta mediterranea

Meno farmaci e più dieta mediterranea per prevenire le malattie del cuore e il diabete (foto Ansa)

ROMA – I pazienti dovrebbero eliminare i farmaci e rivolgere l’attenzione alla salute del cuore: è quanto sostengono [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] alcuni esperti britannici, tra cui la cardiologa Aseem Malhotra e Sue Baley, presidentessa dell’Academy of Medical Royal Colleges.

Le due esperte affermano che “raramente una buona salute è dovuta a un farmaco” e consigliano alle persone di cambiare drasticamente la dieta mangiando meno patate, riso, pane e più frutta, verdura, legumi, olio extravergine d’oliva alla base della dieta mediterranea, scrive il Daily Mail.

Malhota e Bailey hanno inoltre sostenuto che la loro iniziativa metterà uno stop alla dipendenza dai farmaci e sarà in grado di prevenire malattie cardiache e diabete, oltre che far risparmiare miliardi di sterline al Servizio Sanitario Nazionale a corto di soldi.

Malhotra ha usato l’esempio dell’ex pilota Tony Royle che ha eliminato i farmaci e ignorato le raccomandazioni nutrizionali ufficiali, perdendo 19 kg in cinque mesi. “Ha cambiato drasticamente dieta e interrotto l’assunzione di farmaci come consigliato, dopo aver subìto debilitanti effetti collaterali. Ora è in perfetta forma”.

Malhotra e Bailey fanno entrambe parte di Choosing Wisely, un’iniziativa internazionale che mira ad aiutare i pazienti a mettere in discussione le conoscenze mediche. Rispetto alle malattie cardiache, ad esempio, i medici per decenni sono stati categorici, le imputavano a consumo eccessivo di grassi saturi, ha scritto Bailey sul Daily Express.

Tuttavia, ci sono prove che a contribuire siano presenti  altri fattori, tra cui l’insulino-resistenza e le due esperte attaccano i farmaci poiché sostengono che non assumendo statine non c’è la certezza che il paziente muoia d’infarto. “I medici non sempre sanno cos’è meglio e con i pazienti il processo decisionale condiviso dovrebbe avere la massima priorità”.