Mers, la nuova Sars: la scoperta, il brevetto e l’intrigo internazionale

Pubblicato il 6 Giugno 2013 12:37 | Ultimo aggiornamento: 6 Giugno 2013 12:37
Mers, la nuova Sars: la scoperta, il brevetto e l'intrigo internazionale

Mers, la nuova Sars: la scoperta, il brevetto e l’intrigo internazionale (Foto LaPresse)

ROMA – Il virus Mers, ribattezzato la nuova Sars, si diffonde dal medio oriente fino in Italia. Dalla scoperta del coronavirus avvenuta in Arabia Saudita al brevetto registrato da ricercatori olandesi, per Eugenia Tognotti de La Stampa si profila un intrigo internazionale. Intrigo fatto di virus, brevetti, royalties per vaccini e test diagnostici che non tranquillizza coloro che temono una nuova epidemia come quella della Sars, che dieci anni fa uccise 800 persone nel mondo.

Eugenia Tognotti ricostruisce la “prima volta” del virus:

“La storia comincia nel giugno dell’anno scorso, quando il microbiologo Ali Mohamed Zaki che opera al Soliman Fakeeh Hospital di Gedda si trova di fronte ad un caso di morte per una polmonite grave e insufficienza renale acuta. Non riuscendo a identificare la causa con le diagnosi di routine, Zaki decide di inviare un campione del virus – per averne un consiglio – a un eminente virologo, Ron Fouchier, del Centro Medico Erasmus di Rotterdam. Lo fa senza informare le autorità del suo paese, temendo, forse, anche la loro riluttanza a eseguire accertamenti in vista del pellegrinaggio alla Mecca”.

L’Olanda risponde che si tratta di un coronavirus umano sconosciuto e legato a quello dei pipistrelli, spiega la Tognotti:

“L’agguerrito gruppo di ricerca olandese non perde tempo: dopo il sequenziamento del genoma, in novembre, si affretta a chiedere il brevetto e firma contratti con aziende produttrici di vaccini e antivirali. Inoltre pubblica i dati sul prestigioso New England Journal of Medicine (inserendo tra gli autori Zaki). Così, di fatto, l’Emc, un’istituzione europea, acquisisce la proprietà intellettuale di un virus che è stato isolato e coltivato in Arabia Saudita”.

Nonostante l’indignazione delle autorità dell’Arabia Saudita per l’aggiramento delle procedure internazionali sulla segnalazioni di nuovi agenti patogeni, il brevetto resta olandese. I ricercatori del mondo chiedono un campione del coronavirus per studiarlo, ma lo ottengono con molte limitazioni:

“Richiamando il regolamento sanitario internazionale del 2005 che impegna tutti gli Stati membri a riferire all’Organizzazione Mondiale della Sanità casi insoliti e non identificati di malattia grave di interesse internazionale. Certo è che, al momento, i responsabili dei laboratori di mezzo mondo che richiedono un campione del virus lo ottengono, ma con molte limitazioni: devono impegnarsi a non inviare ad altri il materiale e a non usarlo per fini economici (Material Transfer Agreement)”.

Il virus può così essere distribuito, ma la paternità di vaccini e test resta alle case farmaceutiche che ne compreranno i diritti. Ma soprattutto spaventa il rischio di epidemia che i pellegrinaggi del Ramadan alla Mecca potrebbero comportare, pellegrinaggi e flusso di persone proprio nel luogo dove il primo focolaio di Mers si è acceso:

“Sul prossimo «piccolo pellegrinaggio» in occasione del Ramadan si allunga l’ombra di questo «nuovo» virus. Una minaccia che non riguarda un solo Paese, ma il mondo intero, ha detto il direttore generale dell’Oms, Margaret Chan, durante una riunione internazionale. «Non possiamo permettere – ha chiarito – che brevetti e gare per pubblicare su riviste scientifiche impediscano la ricerca a vantaggio della salute pubblica». Speriamo davvero che non rimanga una vox clamantis in deserto”.