Metmorfina, il farmaco a basso costo contro il diabete può prevenire anche infarti e ictus

di Redazione Blitz
Pubblicato il 6 giugno 2018 6:04 | Ultimo aggiornamento: 5 giugno 2018 23:10
Metmorfina, il farmaco a basso costo contro il diabete può prevenire anche infarti e ictus

Metmorfina, il farmaco a basso costo contro il diabete può prevenire anche infarti e ictus

ROMA – La metformina [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play], farmaco a basso costo per il diabete di tipo 2, potrebbe prevenire ogni anno migliaia di infarti e ictus. Due studi dell Dundee University, hanno infatti scoperto che i pazienti che assumevano metformina, avevano la pressione più bassa, perso peso e notato un’inversione rispetto a un ispessimento del cuore.

Gli scienziati ritengono che la prescrizione potrebbe ridurre il numero di persone che muoiono a causa di infarto, ictus o insufficienza cardiaca e risparmiare miliardi spesi ogni anno nella ricerca di nuove cuore, dal Servizio Sanitario Nazionale, scrive il Daily Mail. Hanno somministrato il farmaco a pazienti con malattia coronarica per capire quale impatto avrebbe avuto sul cuore e sul sistema circolatorio e scoperto che la metformina, comunemente prescritta per il diabete di tipo 2, potrebbe invertire l’ispessimento del ventricolo sinistro, la camera di pompaggio principale del cuore. Dopo aver assunto il farmarco quotidianamente per un anno, si è ridotto del doppio rispetto a chi assumeva un placebo, le persone hanno perso peso ed è diminuita la pressione sanguigna.
Nel secondo studio, condotto dalla stessa università, i ricercatori hanno testato il farmaco in relazione alla stenosi aortica, patologia che causa scompenso cardiaco.

I pazienti curati con metformina, avevano meno probabilità morire di infarto, ictus o insufficienza cardiaca.
Ify Mordi, docente di cardiologia presso la Dundee University, ha dichiarato:”Per confermare i risultati avremo bisogno di maggiori studi ma in caso di successo potrebbe essere una speranza per migliaia, se non milioni di pazienti”.