Modena, incinta scopre tumore al seno: guarisce e partorisce

di redazione Blitz
Pubblicato il 8 luglio 2018 6:00 | Ultimo aggiornamento: 7 luglio 2018 1:42
Modena, incinta scopre tumore al seno: guarisce e partorisce

Modena, incinta scopre tumore al seno: guarisce e partorisce

MODENA  –  Scopre di avere un tumore al seno durante la gravidanza, partorisce e guarisce. E’ un caso più unico che raro quello di una donna di 36 anni di Modena. [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] L’insorgenza di un tumore al seno durante la gravidanza è un evento raro, il 2% dei tumori al seno. Ancor più rara è la completa guarigione da un carcinoma maligno in entrambi i seni. Ma così è accaduto alla donna di Modena.

Il cancro le era stato diagnosticato al quarto mese di gestazione. La giovane futura mamma era stata presa in cura dalla Breast Unit e dall’Ostetricia e Ginecologia dell’azienda ospedaliero-universitaria di Modena. E grazie ad un protocollo studiato appositamente per il raro caso e ad una nuova tecnica di asportazione dei linfonodi sentinella, la donna ha portato a termine la gravidanza dando alla luce un maschietto sano, che non ha risentito delle cure intraprese dalla mamma.

“Dopo la difficile diagnosi, abbiamo studiato un piano terapeutico per curare la madre senza compromettere la salute del nascituro – spiega il professor Giovanni Tazzioli, responsabile della Chirurgia senologica oncologica -. Abbiamo lavorato in équipe, trattando la paziente per circa 12 settimane con un particolare protocollo chemioterapico”.

La terapia è durata circa due mesi e mezzo per ridurre la dimensione dei due noduli, in modo da ottimizzare l’effetto dell’intervento chirurgico. Al termine del trattamento più idoneo per la madre e sicuro per il bambino, “abbiamo deciso di operarla, riservando la seconda parte della terapia, dannosa per il feto, al periodo post-partum”, ha precisato il professor Tazzioli.

In parallelo la donna è stata costantemente monitorata con visite ed ecografie ostetriche. Nell’intervento Tazzioli e la sua équipe di chirurghi senologici hanno utilizzato una nuova tecnica per l’asportazione dei linfonodi sentinella, attraverso la fluorescenza, per evitare totalmente anche la minima esposizione al radioisotopo della scintigrafia, tutelando così al massimo mamma e bambino.

Prima di cominciare la seconda fase della terapia, più invasiva, è stato valutato necessario far nascere il bambino, con taglio cesareo alla 34/a settimana, sano e col peso di 2,4 kg. Dopo soli 12 giorni la mamma ha ripreso la chemioterapia associata a un trattamento biologico che continuerà per un anno, con ottima tolleranza alle cure e completa regressione della malattia oncologica. Fondamentale, sottolineano i medici, è stata la positività della paziente, che non si è mai lasciata abbattere dalla situazione.