Salute

Morbo di Buerger: cos’è, i sintomi, le cause e chi colpisce

Morbo-Buerger

I sintomi del morbo di Buerger

ROMA – Se notate che le estremità delle vostre dita, soprattutto in inverno, sono diventate completamente bianche rispetto alle altre, non è solo un semplice problema di circolazione dovuto al freddo. Molto probabilmente soffrirete del morbo di Buerger, una malattia infiammatoria cronica, definita anche tromboangioite obliterante, che colpisce certe arterie e vene (principalmente delle estremità), causandone solitamente l’ostruzione, in conseguenza della formazione di trombi.

I sintomi

La sintomatologia derivante dall’infiammazione dei vasi che finiscono con l’occludersi, come accennato, è molto comune. Chi è affetto dal morbo può avvertire una sensazione di freddo o un dolore, simile a punture d’ago, in uno degli arti, destinato in seguito a divenire violento e localizzato ai tessuti irrorati dai vasi sanguigni. Infine possono verificarsi (e se ne sottolinea l’ipoteticità) le conseguenze dell’insufficiente irrorazione, cioè ulcerazioni o zone di cancrena sulla pelle delle estremità colpite: fenomeno che può finire per compromettere un dito dei piedi o anche l’intera gamba.

Morbo di Buerger, chi colpisce

Il morbo di Buerger, che un tempo si pensava predominasse tra alcune etnie specifiche, si manifesta più spesso negli uomini tra i venti e i cinquant’anni.

Diffusa in tutto il mondo, i fumatori sono i più colpiti dalla malattia, infatti la prima terapia consiste nel divieto assoluto di fumare. Molti pazienti mostrano un notevole e immediato miglioramento già poche settimane dopo aver smesso questa abitudine. È prevista anche la somministrazione di cortisonici, antinfiammatori non steroidei (Fans), anticoagulanti e vasodilatatori.

I trattamenti

In rari e selezionatissimi casi è possibile ricorrere alla chirurgia: la simpatectomia lombare (cioè praticata recidendo i nervi della regione lombare che regolano la contrazione dei vasi), infatti, risulta molto utile e poco rischiosa. Ad ogni modo, la malattia tende a divenire cronica e si protrae per molti anni. Se non ha raggiunto uno stadio troppo avanzato, se il paziente ha smesso di fumare e si attiene alle altre prescrizioni, in molti casi è possibile evitare la complicazione più grave, cioè la gangrena di un arto.

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