Mucca pazza, niente allarme: “Oggi i controlli sono rigidissimi”

di redazione Blitz
Pubblicato il 29 Maggio 2014 13:05 | Ultimo aggiornamento: 29 Maggio 2014 13:05
Mucca pazza, niente allarme: "Oggi i controlli sono rigidissimi"

Mucca pazza, niente allarme: “Oggi i controlli sono rigidissimi”

BERGAMO – Nessun allarme mucca pazza: “Oggi i controlli sono severissimi”, lo assicura all’Eco di Bergamo, Camillo Gandolfi, responsabile dell’area igiene alimenti di origine animale dell’Asl di Bergamo. Il caso del cinquantenne della Val San Martino potrebbe essere solo un normale fatto statistico. L’uomo, deceduto alcuni giorni fa con sintomi riconducibili al morbo di Creutzfeldt-Jakob (o della mucca pazza), aveva destato non poche preoccupazioni.

La salma è stata ora trasferita all’ospedale Sacco di Milano: verranno prelevati dei tessuti che saranno oggetto di analisi, affidate ai laboratori dell’Istituo Besta, sempre a Milano, per accertare la presenza del morbo o meno. Ma niente panico, la situazione è sotto controllo e i risultati delle analisi non saranno comunque indicativi delle reali occasioni di contagio.

Il dottor Gandolfi ha spiegato all’Eco di Bergamo:

“Si tratta di un morbo che ha un’incubazione superiore ai dieci anni (secondo alcuni addirittura più di venti, ndr) dall’assunzione della carne di animali infetti. Quando negli anni Novanta si ebbe evidenza della trasmissione della Bse (acronimo inglese della encefalopatia spongiforme bovina) dai bovini all’uomo furono messi in campo controlli e norme particolarmente stringenti in tutta Europa”.

Ma i controlli, da allora, sono rigidissimi:

“Da allora sono entrati in vigore i divieti e anche in Italia è stata messa in campo una task force, con procedure di controllo rigide e sistematiche. In tutti questi anni, e solo nella fase acuta di molti anni fa, abbiamo riscontrato nella Bergamasca un paio di casi di positività degli animali. Nel 2013 tutti gli esami effettuati (almeno 1.500 su animali morti in stalla o con campionamenti al macello per esemplari allevati in condizioni di rischio) hanno avuto esito negativo. La tracciabilità delle carni è ormai totale, ma a dar sicurezza al consumatore bergamasco c’è soprattutto l’immane lavoro del Servizio veterinario, con l’analisi sistematica dei bovini a rischio”.