Mutilazioni genitali, Magi (presidente Omceo Roma): “Formare e informare operatori”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 7 febbraio 2018 20:04 | Ultimo aggiornamento: 7 febbraio 2018 20:10
Mutilazioni genitali, Magi (presidente Omceo Roma): "Formare e informare operatori"

Magi: “Formare e informare, impegno dell’Omceo Roma contro mutilazione genitali femminili”.

ROMA – Nel mondo sono almeno 200 milioni le donne che hanno subito forme di mutilazioni genitali, di cui 44 milioni hanno meno di 14 anni (Dati Onu).

Una violazione dei diritti umani che provoca gravi problemi di salute nelle donne che la subiscono. L’Italia non è esente da questa pratica. Lo ha ricordato il presidente dell’Ordine dei medici di Roma, Antonio Magi, in occasione del convegno dal titolo ‘Assistenza sanitaria per portatrici di Mutilazioni genitali femminili in Europa’, organizzato al Cnr dal Comitato unico di garanzia, presieduto da Gabriella Liberati, con l’Associazione internazionale ‘Karol Wojtyla’.

“Il tema delle mutilazioni genitali femminili è diventato di grande attualità soprattutto dopo i grandi flussi migratori avvenuti in Italia, dove ormai vivono tante donne che le hanno subite, moltissime addirittura nel nostro Paese. Cosa può fare l’ordine dei medici in questo senso? Innanzitutto informare gli operatori su quello che potrebbero ritrovarsi davanti nella loro quotidiana attività professionale, ma anche formarli su come creare le condizioni per un dialogo con queste donne e cercare di venire loro incontro”.

“In Italia – specifica Magi – ci sono dei centri di eccellenza per quanto riguarda la parte della ricostruzione non solo estetica, ma anche funzionale delle parti mutilate. Ed è importante che i nostri medici sappiano indirizzare queste donne nei giusti centri di riferimento”.

Il presidente dell’Ordine dei medici di Roma ha ricordato l‘importanza della formazione sia per i medici di medicina generale sia soprattutto i ginecologi. “Ma non solo loro – ha specificato Magi, anche gli urologi intervengono molto spesso su questo tipo di problematica, tanto è vero che molte complicazioni sono proprio di natura urologica. Quando per esempio c’è una ricucitura nelle parti intime, questa può creare uno scarso passaggio di urine ed un ristagno delle stesse, quindi portare ad un’infezione urinaria”.

Sul tema delle mutilazioni è intervenuto anche il presidente di Amai (Associazione medici Arabi in Italia) e consigliere dell’Ordine dei medici di Roma, Musa Awad Hussein:

“Spero che in Italia ci sia presto uno studio serio – ha dichiarato il presidente di Amai – anche perché le mutilazioni genitali femminili non sono tutte uguali. Bisogna capire infatti che tipo di amputazione o danno ha subito la donna, per sapere che conseguenza avremo dopo, sia dal punto di vista sociale sia sanitario. E questo è importantissimo per cercare di iniziare a studiare l’argomento in maniera seria. Smettiamola di parlarci addosso e creiamo al più presto un gruppo di lavoro”.

“Il tema delle mutilazioni genitali femminili- ha proseguito Awad- deve interessare anche l’Italia perché ha delle ripercussioni sul Servizio sanitario nazionale. Un tumore al collo dell’utero, per esempio, costa tanto al Ssn e riuscire a prevenirlo farebbe risparmiare il sistema. Così come le donne che hanno perso le grandi o le piccole labbra possono avere problematiche di carattere sanitario, come infezioni o neoplasie, per cui alla fine ‘ci tornano indietro’ come problema sul sanitario nostro. Ma anche l’aspetto sociale è serio ed ha un peso importante…Chi se ne deve occupare? Tutti, in primo luogo il medico e il ginecologo, per quanto riguarda la prevenzione e la cura, ma anche lo psicologo, il sociologo e l’ostetrica”.

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