Le “blatte rosse” invadono Napoli: i rischi sono tifo e epatite A

Pubblicato il 7 luglio 2012 10:17 | Ultimo aggiornamento: 7 luglio 2012 10:23

blatteNAPOLI –  Napoli rischia di tornare “ai tempi del colera”: arrivano le blatte nel capoluogo campano, e con loro arriva il rischio di tifo e epatite A. Da qualche giorno Napoli sta subendo l’invasione delle blatte rosse.

I centralini del centro disinfestazioni dell’Asl stanno registrando tantissime segnalazioni. E dire che, secondo quanto spiega la docente di Igiene dell’Universita’ Federico II, Maria Triassi, basterebbe davvero poco a far sparire questi insetti dalle strade della citta’.

”Provare ad eliminarle in questo periodo dell’anno e’ quasi impossibile – dice la Triassi – . Il problema si risolve con una corretta manutenzione dei tombini tutto l’anno e soprattutto distruggendo le uova che vengono deposte a settembre. Cosa che al momento non si fa”.

La blatta rossa ha colto impreparati un po’ tutti. Si tratta, infatti, di una novita’ importata da circa 4 o 5 anni con i traghetti che provengono dalle Eolie e che, per selezione naturale, ha soppiantato i vecchi e piu’ fragili scarafaggi napoletani. Ed e’ proprio nella zona del porto che hanno cominciato la loro proliferazione mentre solo negli ultimi tempi, attraverso la rete fognaria, sono arrivate anche nelle zone collinari.

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Il fatto che vivono, si cibano e proliferano nelle fogne le rende pericolose, aumenta, infatti, il rischio di infezioni e malattie, cosiddette orofecali, anche con conseguenze gravi. Intanto le soluzioni fai da te all’invasione di blatte dilagano in citta’, dalle ampie spruzzate di disinfettante al nastro adesivo e ai cartoni per tappare i tombini.

”Le accortezze da adottare – dice la Triassi – sono invece semplicemente due: ora, per tamponare il problema, bisogna procedere con le disinfestazioni. Poi bisogna mantenere pulite le strade dai rifiuti, spazzare e fare frequenti lavaggi, e scongiurare assolutamente una nuova emergenza che in questo momento sarebbe tragica. E, infine, bisogna liberare le grate dei tombini perche’ e’ la mancanza di ossigeno nelle fogne che fa uscire all’esterno questi animali. A settembre, poi, bisogna procedere con una disinfestazione massiccia e a tappeto in modo da eliminare le uova di questi animali che depositano sul fondo dei tombini”.