Omeopatia, ordine dei medici: “Non ha basi scientifiche, è solo un placebo”

di redazione Blitz
Pubblicato il 9 maggio 2018 7:38 | Ultimo aggiornamento: 8 maggio 2018 20:26
Omeopatia, ordine dei medici: "Non ha basi scientifiche, è solo un placebo"

Omeopatia, ordine dei medici: “Non ha basi scientifiche, è solo un placebo”

ROMA – Alcuni medici la prescrivono e addirittura qualche Asl la rimborsa, ma in realtà l’omeopatia è solo un placebo. [Tutte le notizie di Blitzquotidiano in questa App per Android. Scaricatela qui, Tutte le notizie di Ladyblitz in questa App per Android. Scaricatela qui]. Ad affermarlo è il massimo organo deontologico dei camici bianchi, la Federazione degli Ordini de medici (Fnomceo), che ha dedicato al tema una scheda del proprio sito Dottoremaeveroche.it. “Sebbene vi siano pubblicazioni di vari studi – certificano i medici – allo stato attuale non ci sono prove scientifiche né plausibilità biologica che dimostrino la fondatezza delle teorie omeopatiche secondo i canoni classici della ricerca scientifica”

Salvo Di Grazia, chirurgo e ginecologo e autore della scheda, spiega che “diversi studi condotti con una metodologia rigorosa hanno evidenziato che nessuna patologia ottiene miglioramenti o guarigioni grazie ai rimedi omeopatici. Nella migliore delle ipotesi gli effetti sono simili a quelli che si ottengono con un placebo (una sostanza inerte)”.

Di Grazia, che cura anche il sito Medbunker, precisa che “l’effetto placebo è conosciuto da tempo, ha una base neurofisiologica nota e funziona anche su animali e bambini, ma il suo uso in terapia è eticamente discutibile e oggetto di dibattito. L’uso dell’omeopatia è un’abitudine molto limitata e in continua diminuzione, rappresenta infatti meno dell’uno per cento dei prodotti venduti in farmacia in Italia”.

Nel documento si spiega anche perché sono proprio i medici a prescrivere i farmaci omeopatici. “In Italia – si legge – l’omeopatia può essere praticata solo da medici chirurghi abilitati alla professione. Questa norma non intende attribuire una base scientifica a questa pratica, ma solo garantire da una parte il diritto alla libertà di scelta terapeutica da parte del cittadino e dall’altro un uso integrativo e limitato alla cura di disturbi poco gravi e autolimitanti, evitando il rischio di ritardare una diagnosi più seria o che il paziente stesso sia sottratto a cure di provata efficacia”.

D’altra parte, segnala Di Grazia, “i presunti meccanismi di funzionamento dell’omeopatia sono contrari alle leggi della fisica e della chimica. Anche l’annuncio di un ricercatore francese di aver scoperto una prova dell’esistenza della “memoria dell’acqua”, nel 1988, venne smentito da un esperimento di controllo, mentre i suoi risultati non sono mai più stati riprodotti da altri laboratori. Lo studio, pubblicato su un’importante rivista scientifica, fu quindi ritirato”.

In Italia secondo l’Istat dal 2005 al 2013 l’uso di rimedi omeopatici è sceso dal 7% al 4,1%, mentre Omeoimprese recentemente ha affermato che sono 9 milioni le persone che ricorrono almeno una volta l’anno all’omeopatia, vale a dire un italiano su cinque, mentre un calo del 7% registrato nei fatturati delle aziende sarebbe dovuto a motivi tecnici.

La presa di posizione Fnomceo è stata molto apprezzata da molti esperti antibufale, a cominciare dal dal medico pro-vaccini Roberto Burioni secondo il quale la scheda è “un parto laborioso ma felice”, mentre il Cicap lo definisce “un risultato importante”.