Orecchio stampato 3D da cellule del paziente: nuova tecnica contro malformazioni

di Veronica Nicosia
Pubblicato il 30 gennaio 2018 14:00 | Ultimo aggiornamento: 30 gennaio 2018 14:00
Orecchio stampato 3D da cellule del paziente: nuova tecnica contro malformazioni

Orecchio stampato 3D da cellule del paziente: nuova tecnica contro malformazioni

ROMA – Ricostruire un orecchio con la stampa 3D partendo dalle cellule del paziente. Questa la tecnica messa a punto da un gruppo di ricercatori cinesi che hanno ricostruito il padiglione auricolare di 5 bambini tra i 6 e i 9 anni affetti da microtia, una patologia che provoca una malformazione dell’orecchio. Partendo dalla forma di quello sano e dalle cellule prelevate dal lobo malformato, il nuovo orecchio stampato 3D è stato impiantato nei piccoli pazienti.

Il risultato innovativo per curare la microtia è stato raggiunto dal team coordinato da Ylin Cao del Tissue Engineering Research Key Laboratory e dell’Università Jiao Tong a Shanghai ed è stato pubblicato sulla rivista medica EBIOMedicine. La microtia è una malformazione in cui l’orecchio si presenta retratto e rimpicciolito e colpisce 1 bambino su 5000. Nei casi più gravi, la malformazione può causare anche problemi all’udito.

Fino ad oggi, questa malformazione veniva risolta chirurgicamente, con la ricostruzione del lobo malformato. Ora invece i ricercatori hanno utilizzato un approccio del tutto nuovo: le cellule prelevate dal padiglione auricolare malformato dei piccoli pazienti sono state coltivate in uno stampo ricalcato dall’orecchio sano e realizzato con la tecnologia della stampa 3D. In questo modo si è ottenuta una riproduzione dell’orecchio dalle stesse cellule del paziente, che è stato poi impiantato. I ricercatori hanno sperimentato la nuova tecnica su 5 bimbi tra i 6  i 9 anni e hanno monitorato per 2 anni e mezzo dall’impianto le condizioni mediche dei pazienti, che si sono rivelate buone.

Al momento lo studio sembra essere molto promettente, ma saranno necessari un maggior numero di casi e conferme a lungo termine perché si riveli un vero successo. Tessa Hadlock, dottoressa del Massachusetts Eye and Ear di Boston, ha spiegato alla Cnn Healt che ci sono infatti degli aspetti potenzialmente pericolosi per questo protocollo terapeutico. La scelta di prelevare le cellule dall’orecchio malformato, infatti, potrebbe portare problemi a lungo termine.