Organi di donatori anziani ringiovaniti con farmaci senolitici. La nuova frontiera dei trapianti

di Caterina Galloni
Pubblicato il 5 Settembre 2020 7:00 | Ultimo aggiornamento: 31 Agosto 2020 18:56
Organi donatori anziani ringiovaniti con farmaci senolitici. La nuova frontiera dei trapianti

Organi di donatori anziani ringiovaniti con farmaci senolitici. La nuova frontiera dei trapianti (Foto di repertorio)

Gli organi di donatori anziani potrebbero essere “ringiovaniti” grazie a farmaci senolitici che eliminerebbero le cellule vecchie e danneggiate, rendendo possibile effettuare più trapianti.

E’ quanto emerge da un nuovo studio di un team del Brigham & Women’s Hospital, Boston.

Nonostante la mancanza di organi disponibili per i pazienti in lista di attesa, quelli di donatori più anziani spesso non sono utilizzabili.

I ricercatori sostengono che i farmaci senolitici sono in grado di “ringiovanire” cuore, fegato, polmoni e reni eliminando le cellule collegate al rigetto degli organi nei pazienti sottoposti a trapianto.

Ma non solo. Con l’invecchiamento della popolazione a livello mondiale, questi farmaci potrebbero “rappresentare un potenziale non sfruttato” per aumentare il numero di organi disponibili per la donazione.

“Se riusciremo a utilizzare gli organi dei donatori anziani in modo sicuro e con risultati comparabili, faremo un sostanziale passo avanti nei trapianti” ha spiegato Stefan Tullius, capo della Divisione di Chirurgia dei Trapianti presso il Brigham.

Secondo l’American Transplant Foundation, negli Usa circa 114.000 persone sono attualmente in attesa di trapianto.

In media, ogni giorno muoiono 20 persone – 7.300 all’anno – in attesa di un trapianto, spesso perché quando l’organo è disponibile è ormai troppo tardi.

Rendere utilizzabili gli organi donati da persone anziane potrebbe essere d’aiuto a colmare il divario tra domanda e offerta.

Non esiste un’età limite definita per la donazione di organi. Quelli delle persone anziane tendono a indurre una risposta immunitaria infiammatoria più forte rispetto a quelli dei giovani.

Ciò espone i pazienti a un rischio maggiore di rigetto e di effetti collaterali potenzialmente letali, incluso il decesso.

“Non abbiamo ancora testato gli effetti da un punto di vista clinico, ma siamo pronti a fare il passo successivo. Utilizzare i farmaci senolitici sugli organi e stabilire se ci sono o meno dei miglioramenti nelle cellule senescenti”, ha precisato Tullius. (Fonte: Daily Mail).