Ortoressia, quando il mangiare sano diventa una malattia

di Maria Elena Perrero
Pubblicato il 30 Novembre 2015 14:15 | Ultimo aggiornamento: 30 Novembre 2015 14:29
Ortoressia, quando il mangiare sano diventa una malattia

(Foto d’archivio)

ROMA – Nell’epoca dell’obesità dilagante, mangiare sano può diventare una malattia? La risposta è sì. Si chiama ortoressia, ed è un disturbo dell’alimentazione come anoressia e bulimia. Con loro ha in comune una cosa: l’ossessione per il cibo.

A differenza dell’anoressia, l’ossessione è per il cibo sano. A differenza della bulimia, prevede di mangiare in quantità moderata, quasi perfetta, troppo perfetta.

L’ossessione, diagnosticata per la prima volta nel 1997 dal dottor Steven Bratman, riguarda tutto quel che si mangia: deve essere preferibilmente crudo e poco condito. Gli ortoressici mangiano molta frutta e verdura, anzi, quasi solo quello. Banditi dalla tavola i cibi poco sani, per non parlare dei cibi spazzatura come patatine, biscotti, merendine, gelati.

I “fanatici” dell’alimentazione sana scelgono cereali integrali, pesce, insalatone e macedonie. Che c’è di male?, verrebbe da domandarsi. Nulla, se non fosse che per loro ogni sgarro a questa dieta perenne è causa di malessere e tristezza, insoddisfazione e, talvolta, persino rabbia verso se stessi, per aver ceduto alla tentazione. Eppure a fare male, alla lunga, può essere proprio questa ortoressia, provocando carenze di sostanze nutritive, calo di peso e addirittura pericolosi livelli di vera e propria malnutrizione.

Come per l’anoressia e la bulimia, anche per l‘ortoressia sul web impazzano i blog e i forum. Su Instagram le fotografie di cibo “ortodosso” identificato dall’hashtag #eatclean (mangiapulito) sono 27 milioni.

E se anche l‘ortoressia non è (ancora) stata inserita nel Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, bibbia della psichiatria, alcuni esperti hanno notato che l’ortoressia può essere ricondotta ai disturbi ossessivo-compulsivi a causa dell’importanza eccessiva data al controllo e ai rituali.

La discesa nella malattia è rapida, come ha raccontato una donna che ne ha sofferto, la blogger newkorchese Jordan Younger:

“Attraverso le restrizioni si arriva ad una sorta di superiorità fisica. Io stavo inseguendo la purezza. Inizia a tagliare la carne, poi tutti i formaggi e i latticini. Diventai vegana, ma non ottenni i risultati miracolosi che mi attendevo. Così inizia a mangiare solo frutta e verdura cruda, poi solo frutta. Alla fine mi nutrivo solo di melone biologico. Pesavo pochissimo, i miei denti perdevano smalto e i miei capelli cadevano”.

Adesso Jordan Younger è una sostenitrice della “dieta bilanciata”: mangiare di tutto un po’. Senza sensi di colpa. E senza ossessioni.