Pacemaker, allarme attacchi hacker: rischio ricatti dalle cyber gang

di Redazione Blitz
Pubblicato il 23 febbraio 2018 6:00 | Ultimo aggiornamento: 22 febbraio 2018 21:30
Pacemaker, allarme attacchi hacker: rischio ricatti dalle cyber gang

Pacemaker, allarme attacchi hacker: rischio ricatti dalle cyber gang

LONDRA – L’allarme parte dall’Inghilterra ma riguarda tutto il mondo: le persone con pacemaker rischiano di essere ricattate dalle cyber gang che potrebbero disattivare il dispositivo salvavita. Nel Regno Unito, circa 35.000 pazienti ogni anno vengono sottoposti a un intervento per impiantare il pacemaker che aiuta a tenere sotto controllo le anomalie del battito cardiaco; altri 13.000 a rischio di morte cardiaca improvvisa, hanno il defibrillatore cardiaco impiantabile (ICD).

Alcuni esperti dell’American College of Cardiology hanno affermato che i dispositivi potrebbero essere hackerati per motivi che includono fini politici o vantaggi finanziari. Il pace-maker è formato da un generatore di impulsi elettrici, il “cervello” del sistema, posizionato nella parte alta del torace, immediatamente sotto la clavicola sinistra, a cui vengono collegate una o più sonde, elettrocateteri, inserite all’interno del cuore. Oltre a garantire che il cuore pompi in modo efficiente, può anche trasmettere informazioni in remoto sulle condizioni del paziente al proprio medico, segnalando quando qualcosa non va.

In teoria, gli hacker potrebbero attingere al software per scaricare la batteria di un pacemaker, spegnere il dispositivo o, nel caso di un ICD, provocare uno shock elettrostatico. Secondo lo studio, sono stati obiettivi dell’hacking per oltre un decennio e il crescente uso di software ha creato la necessità di proteggere i dispositivi da “intenzionali e dannose interferenze”.

Hanno scoperto che anche se non ci sono state segnalazioni di cyber attaks o malware dannosi o involontari tuttavia è una minaccia credibile per cui, i produttori dei dispositivi, nonché i medici e i pazienti devono rimanere vigili per prevenire gli attacchi, scrive il Daily Mail.

L’autrice della ricerca, Dhanunjaya Lakkireddy, dell’Univesity of Kansas Hospital sostiene che “la vera sicurezza informatica inizia dalla progettazione del software e richiede l’integrazione di esperti del settore, di sicurezza e consulenti medici”.

“La probabilità che un singolo hacker colpisca con successo un dispositivo elettronico impiantabile cardiovascolare è molto bassa. Uno scenario più probabile è quello di un attacco malware o ransomware che interessa una rete ospedaliera e inibisce la comunicazione”.

La Food and Drugs Administration USA, nel 2017, ha ordinato il richiamo di sei tipi di pacemaker cardiaci impiantati in 465.000 persone perché non avevano alcuna protezione contro gli hacker. Nel 2013, l’ex vice presidente degli Stati Uniti Dick Cheney rivelò come al suo defibrillatore, impiantato nel torace, venne disattivato il sistema wi-fi, poiché si temeva una minaccia per la sua vita attraverso un attacco hacker al sistema che lo regolava. Cheney, colpito in passato da cinque infarti, chiese ai cardiologi di rimuovere la funzione wireless del defibrillatore cardioverter capace di inviare informazioni in remoto.