Il Parkinson viene dai pesticidi: allarme per glufosinate, venduto fino al 2017

Pubblicato il 11 luglio 2012 11:01 | Ultimo aggiornamento: 11 luglio 2012 11:12

pesticidiROMA – Il Parkinson viene dai pesticidi, ovvero chi è esposto ai pesticidi (soprattutto gli agricoltori) ha molte più possibilità di contrarre questa malattia. Quali pesticidi? Soprattutto quelli organoclorurati come il lindano e il Ddt che sono stati ritirati dal mercato ma anche il glufosinate, destinato invece ad essere utilizzato e venduto per altri 5 anni. A mettere in guardia sul pericolo dei pesticidi e a evidenziarne il legame con l’insorgere del Parkinson sono vari studi epidemiologici fatti negli ultimi anni. L’ultimo, quello dell’unità di neuroepidemiologia dell’Inserm – l’”Institut national de la santé et de la recherche médicale” – e dell’Università Pierre e Marie Curie di Parigi, di recente pubblicato sugli “Annals of Neurology”, evidenzia, tra l’altro, come l’esposizione ai pesticidi raddoppi il rischio della comparsa del morbo di Parkinson tra gli agricoltori. Tanto che in Francia a maggio è stato emanato un decreto che conferisce al morbo di Parkinson lo status di “malattia professionale” per gli agricoltori e stabilisce esplicitamente un nesso di causalità tra questa patologia e l’uso di pesticidi.

Il rischio di contrarre il Parkinson a seguito di un’esposizione professionale ai pesticidi aumenta a seconda degli anni dell’utilizzo. In questo senso è importante vietare subito il commercio dei pesticidi ritenuti pericolosi. Ritardi ad esempio ci sono stati nel togliere dal mercato pesticidi ora considerati pericolosi, come  il lindano e il Ddt. Ma ancora oggi c’è un pericolo che si aggira in Italia e in tutta Europa: la Commissione Europea ha emanato nel 2009 un “Regolamento” sui pesticidi, nel quale elenca le sostanze più dannose che dovranno essere bandite dal mercato: oltre al fatto che su 100 sostanze pericolose sono vietate solo 22, considerate cancerogene o “interferenti endocrine”, tra queste compare il glufosinate, il cui impiego è elevato in particolare nelle colture transgeniche di mais, ma anche in viticoltura e nei frutteti e che verrà commercializzato fino al 1 ottobre 2017.

In Italia, come in altri paesi europei, il ministero della Salute, infatti, ha revocato la sospensione cautelativa della vendita di glufosinate, autorizzando per cinque anni (condecreto del 27 aprile 2012) un prodotto fitosanitario al glufosinate ammonio “per vite e fruttiferi”.