Chi parla nel sonno? Soprattutto gli uomini e con tono rude

di Redazione Blitz
Pubblicato il 2 marzo 2018 11:52 | Ultimo aggiornamento: 2 marzo 2018 11:52
Chi parla nel sonno? Soprattutto gli uomini e con tono rude

Chi parla nel sonno? Soprattutto gli uomini e con tono rude

ROMA – Non solo i bambini parlano nel sonno, anzi a farlo sono soprattutto gli uomini e spesso con tono rude. Un nuovo studio spiega che la parola più pronunciata durante il somniloquio, cioè il parlare nel sonno, è “no” e che non sempre sono identificabili i destinatari del discorso o degli eventuali insulti. Un fenomeno che si verifica negli adulti soprattutto quando sottoposti a forte stress o in preda a stati febbrili.

Ma perché parliamo nel sonno? Se quando dormiamo il corpo riposa, il cervello rimane in attività, anche se non completamente. Alcune aree cerebrali dunque si attivano, mentre altre continuano a dormire e riposare. Proprio dietro l’attivazione di alcune aree del cervello si celano fenomeno come il somniloquio o anche il sonnambulismo, fenomeni dunque più normali e frequenti di quanto si possa supporre. A spiegare il somniloquio ad Angela Nanni per  La Stampa è Maria Paola Canevini, professore associato dell’Università degli Studi di Milano e responsabile del Centro Epilessia dell’ASST Santi Paolo e Carlo:

“Quello del somniloquio è un fenomeno frequente, basti pensare che nel corso della vita i 2/3 della popolazione presenta questo tipo di manifestazione. Si tratta di solito di un fenomeno normale dovuto al fatto che il cervello non dorme mai, ma continua a formulare pensieri indipendentemente dal fatto che si sogni o meno”.

Il somniloquio si può presentare sia durante la fase di sonno più leggero (NREM) che quelle più pesanti (REM) , ma con diverse modalità. Dai borbottii indecifrabili e l’emissione di semplici suoni a vere e proprie conversazioni. Uno studio francese pubblicato sulla rivista Sleep ha selezionato 232 volontari afflitti da parasonnie, cioè disturbi del sonno, e ha studiato le loro reazioni:

“I ricercatori hanno così registrato 883 episodi di parlato nel sonno: il 59% degli episodi era riferibile a borbottii, urla, risate e sussurri. Ma gli studiosi sono riusciti a captare anche 3349 parole intellegibili. I più «chiacchieroni» sono risultati gli uomini e la parola più detta è stata «no», o comunque negazioni e poi domande. Il 10% delle parole dette sono risultate essere insulti, generalmente non rivolti ad un interlocutore preciso. Quando i volontari sono entrati nella fase REM, tuttavia, gli insulti sono stati rivolti chiaramente a persone ben identificabili.

Secondo i ricercatori il somniloquio è più frequente nelle persone che vivono una situazione di conflitto a casa o comunque nella vita. Questo lavoro di ricerca permette anche di affermare che quando si parla nel sonno vengono utilizzati gli stessi circuiti cerebrali che di giorno ci permettono di rispettare una certa sintassi, la semantica e di aspettare che l’interlocutore ci risponda”.

Se avete disturbi del sonno, la Canevini spiega che ci sono diversi accorgimenti che si possono seguire per dormire meglio:

“Spesso i problemi del sonno si giovano di alcuni semplici accorgimenti di igiene del sonno stesso, come quello di addormentarsi solo in camera da letto, dopo aver spento tutte le apparecchiature elettroniche, televisione compresa, dopo aver assunto una cena leggera che non impegni eccessivamente i processi digestivi, senza aver assunto alcol, addormentandosi in un ambiente sereno, buio e a mantenuto a una temperatura adeguata, ovvero né troppo calda né troppo fredda”.

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