Sanità, la proposta: passaporto fiscale per medicinali e welfare

Pubblicato il 1 agosto 2012 10:11 | Ultimo aggiornamento: 1 agosto 2012 10:11
ministro balduzzi

Renato Balduzzi (LaPresse)

MILANO – Un passaporto fiscale rilasciato dall’Agenzia delle Entrate su cui scrivere quante tasse e quanti contributi si sono pagati allo Stato negli anni. Un passaporto da esibire quando si va negli ospedali per una visita medica o in farmacia per comprare medicine con l’esenzione. Un passaporto che, così pensato, permetterebbe di mandare in pensione il ticket e l’Isee, l’indicatore sul quale viene calcolato il reddito di un contribuente e il suo eventuale diritto a titolo gratuito ad una prestazione sanitaria.

La proposta la formula, sul Corriere della Sera, Franco Morganti. Ed è una proposta che a sua volta risponde all’idea del ministro della Salute Renato Balduzzi che punta ad accantonare i ticket e l’Isee sostituendoli con una tabella proporzionale al reddito.

Tutto nasce dall’esigenza di fermare il fenomeno che Morganti definisce del “turismo sanitario”. Visto che ogni regione ha le sue regole, infatti, ogni malato si sposta a caccia delle condizioni migliori per curarsi. Manca l’omogeneità e allora Balduzzi pensa ad una tabella di reddito. Tabella che però non risolve un problema centrale, quello dell’evasione fiscale. Perché che si tratti di Isee o di tabelle, sempre di redditi dichiarati si tratta. Così chi l’evasore truffa due volte. Non pagando le tasse e godendo di un’esenzione cui non avrebbe diritto.

Da qui l’idea di Morganti: “Istituire una specie di «passaporto fiscale», rilasciato dall’Agenzia delle Entrate, dal quale risulti l’ammontare delle tasse e dei contributi pagati nell’anno precedente dal contribuente. Il ticket diventa così una specie di bonus concesso ai contribuenti fedeli e gli evasori fiscali, che non pagano né tasse né contributi, comincerebbero a pagarsi interamente le spese sanitarie. Naturalmente non dovrebbero essere penalizzati, con la riforma, né i disabili né i poveri veri, per i quali dovrebbe essere studiato un apposito riconoscimento, come si usa in vari Paesi europei, in modo da non essere soggetti al ticket ma in senso opposto, cioè non pagando nulla”.

Il tutto permetterebbe di dividere, rispetto alle spese sanitarie, gli italiani in tre categorie: chi non paga nulla, chi paga il ticket, chi le paga per intero. Morganti invita poi a studiare “modulazioni” tra i redditi alti. Evitando però un “dedalo” di tabelle. Meglio la semplicità. E un passaporto anti evasori.

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