Mangia il peperoncino Carolina Reaper e finisce in ospedale

di Redazione Blitz
Pubblicato il 10 aprile 2018 15:18 | Ultimo aggiornamento: 10 aprile 2018 15:18
Carolina Reaper. mangia il peperoncino più piccante al mondo e finisce in ospedale

Mangia il peperoncino Carolina Reaper e finisce in ospedale

ROMA – Ha mangiato un carolina reaper, il peperoncino più piccante al mondo, e finisce in ospedale con lancinanti dolori e la sindrome da vasocostrizione cerebrale reversibile.

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Attenzione alle gare sui cibi piccanti, come quelle che si vedono talvolta anche in trasmissioni televisive come ‘Man Versus Food’. Per colpa di un ‘super-peperoncino’ un uomo è infatti finito in Pronto Soccorso, con lancinanti dolori che hanno portato alla diagnosi un mal di testa ‘a rombo di tuono’ (una forma di cefalea molto debilitante) secondario alla sindrome da vasocostrizione cerebrale reversibile.

Diverse arterie nel suo cervello, cioè, si erano ristrette, per fortuna temporaneamente. A descrivere il caso sono stati i ricercatori del Bassett Medical Center, negli Stati Uniti, su BMJ Case Reports. L’uomo, 34 anni, è finito in ospedale con dolori forti ed episodici dopo aver mangiato un ‘Carolina Reaper’, considerato il peperoncino più piccante del mondo.

I suoi sintomi sono iniziati subito, con conati senza vomito. Poi ha sviluppato un forte dolore al collo ed episodi di mal di testa molto doloroso, ognuno dei quali è durato solo pochi secondi, nei giorni successivi. Il suo dolore è risultato così forte che si è rivolto al Pronto Soccorso, dove sono stati effettuati anche dei test per malattie neurologiche. Ma una Tac ha mostrato che diverse arterie nel cervello si erano ristrette, spingendo i medici a diagnosticare un mal di testa a ‘rombo di tuono’ secondario alla sindrome da vasocostrizione cerebrale reversibile.

Questa sindrome, spesso accompagnata appunto da cefalea, non sempre ha una causa ovvia, ma può verificarsi come reazione a determinati farmaci o dopo l’assunzione di droghe. Questo è il primo caso da associare al consumo di peperoncino, spiegano gli autori, anche se sottolineano che mangiare pepe di cayenna è stato già collegato a un’improvvisa costrizione dell’arteria coronaria. L’uomo ora sta bene: i sintomi sono passati da soli e dopo cinque settimane le arterie sono tornate alla loro larghezza normale.

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