La peste suina africana spaventa l’Europa. “Abbattere i cinghiali”

di redazione Blitz
Pubblicato il 20 dicembre 2018 13:51 | Ultimo aggiornamento: 20 dicembre 2018 13:52
La peste suina africana spaventa l'Europa. "Abbattere i cinghiali"

La peste suina africana spaventa l’Europa. “Abbattere i cinghiali” (Foto Ansa)

BRUXELLES – La peste suina africana spaventa l’Europa. Bruxelles si sta mobilitando per frenarne l’avanzata, anche con la cooperazione tra Paesi per l’abbattimento di cinghiali e maiali selvatici, vettori della malattia.

E’ quanto è emerso dalla conferenza ministeriale tenutasi stamattina a Bruxelles, convocata dal commissario alla salute Vytenis Andriukaitis.

L’epidemia è iniziata in Georgia nel 2007, ha colpito la Russia e da lì è arrivata in Europa, dove ha infettato animali selvatici e allevamenti in ormai nove Paesi dell’Unione europea: Polonia, le Repubbliche baltiche, Repubblica Ceca, Romania, Bulgaria, Ungheria e Belgio.

In Belgio da settembre ad oggi sono 231 i casi di cinghiali trovati infetti e gli allevamenti di Francia e Germania sono ad alto rischio. Per fermare la peste, innocua per l’uomo ma devastante per gli allevamenti, l’Unione europea vuole, tra le altre cose, tenere sotto controllo la popolazione di cinghiali con il coinvolgimento dei cacciatori. Ma il documento finale insiste sull’azione coordinata perché battute di caccia su larga scala potrebbero avere effetti indesiderati.

Secondo l’Autorità europea per la sicurezza alimentare, il virus potrebbe essere arrivato in Europa proprio con cinghiali e maiali selvatici spinti verso l’Ue da battute di caccia su grande scala praticate dai russi. 

Attualmente non esiste un vaccino contro la Peste suina africana, una malattia virale non trasmissibile all’uomo che colpisce suini e cinghiale causando ingenti danni economici.

Le ultime evidenze mostrano che la peste suina è veicolata principalmente dalla fauna selvatica, in particolare dai cinghiali, per questo si stanno mettendo in atto azioni di contenimento di questa popolazione, soprattutto nelle zone di confine con le aree infette ma anche preventive, come ai confini tra Danimarca e Germania e tra Finlandia e Russia.

Lo scorso 17 dicembre in Sardegna, nel Nord dell’Ogliastra, sono stati abbattuti 215 maiali allo stato brado illegale, di proprietà ignota, non registrati all’anagrafe animale e mai sottoposti agli obbligatori controlli sanitari.