Philip Morris, stop alla IQOS, la sigaretta che riscalda ma non brucia: “Può fare male”

di redazione Blitz
Pubblicato il 27 gennaio 2018 6:55 | Ultimo aggiornamento: 26 gennaio 2018 19:10
La sigaretta elettronica di Philip Morris IQOS potrebbe essere nociva

Un esemplare di IQOS

NEW YORK – Battuta d’arresto negli Stati Uniti per la Philip Morris sull’IQOS, la cosiddetta “sigaretta che non fa male”. Gli scienziati che consigliano le autorità di regolamentazione statunitensi sostengono che non ci siano prove sufficienti per dimostrare che il dispositivo “che riscalda ma non brucia” riduca i rischi legati alle patologie da fumo.

Il comitato consultivo della Food and Drug Administration ha dichiarato che le prove scientifiche non sono sufficienti per sostenere l’ambiziosa richiesta di marketing proposta dalla Philip Morris per il mercato degli Stati Uniti.

Un gruppo di esperti ha concordato con l’indicazione della società che il passaggio totale dalle sigarette all’iQOS riduce l’esposizione a sostanze chimiche dannose.

La revisione dell’iQOS da parte dell’FDA viene osservata attentamente, poiché negli Usa avrà enormi ripercussioni sull’industria del tabacco e la salute pubblica, scrive The Wall Street Journal.

La sicurezza e il ruolo alternativo alle bionde sono oggetto di intenso dibattito: i più critici sostengono che continuino a generare dipendenza dalla nicotina mentre chi è a favore afferma che aiutano i fumatori a sospendere le sigarette convenzionali che, quando il tabacco brucia, rilasciano sostanze tossiche.

Negli ultimi anni, le aziende produttrici di tabacco hanno speso miliardi di dollari per la ricerca e la commercializzazione di nuovi prodotti che attirerebbero i fumatori di bionde, le cui vendite sono in calo a livello mondiale.

Finora le multinazionali del tabacco hanno compensato il calo delle vendite con l’aumento di prezzi, una strategia vista come un limite e attualmente stanno ridimensionando gli investimenti nelle sigarette tradizionali.

I membri della commissione consultiva hanno affermato all’unanimità che non ritengono che la Philip Morris abbia mostrato ai fumatori, sia nella pubblicità che nell’etichetta, i rischi derivanti dall’utilizzo dell’iQOS.

Un portavoce della azienda ha dichiarato: “Confidiamo nella nostra capacità di offrire risposte valide alle domande della commissione e intanto andiamo avanti con la procedura del riesame”.

IQOS ha un meccanismo che si compone di due parti: una elettronica che scalda (ma non brucia) il tabacco e uno stick che contiene filtro e tabacco lavorato. Quest’ultimo, dunque, essendo solo “riscaldato” evapora e non produce le tipiche sostanze della combustione, nocive per l’organismo e l’ambiente.

La Philip Morris vende IQOS in 29 Paesi e ora, attraverso il partner americano Altria Group Inc., spera di vendere il dispositivo negli Stati Uniti a chi ha deciso di dire stop al fumo; l’azienda sostiene che riduce il rischio di patologie legate alle bionde, tra cui il cancro.

Alla FDA ha presentato due richieste separate: una per vendere IQOS negli Stati Uniti e un’altra per commercializzarla come più sicura. L’audizione del gruppo consultivo si è concentrata sulla seconda richiesta.

IQOS è uno dei prodotti alternativi al fumo: Japan Tobacco Inc. vende un dispositivo chiamato Ploom Tech che utilizza capsule di tabacco; British American Tobacco PLC ha Glo, un dispositivo “riscalda ma non brucia” simile a IQOS e quest’anno prevede di ottenere l’approvazione dell’FDA.

I risultati del comitato consultivo scientifico andranno all’FDA, che prenderà la decisione su entrambi i dispostivi. Un via libera dalla FDA potrebbe aprire la strada a una regolamentazione che spinga i fumatori di sigarette tradizionali ad alternative innovative e più sicure, ha affermato David Sweanor, esperto di controllo del tabacco e professore di giurisprudenza all’Università di Ottawa. “I dispositivi senza combustione, per la salute rappresentano notevoli vantaggi”.

La Marlboro ha investito oltre 3 miliardi di dollari per sviluppare IQOS e altre alternative alle sigarette. A Neuchâtel, in Svizzera, dal 2008 la Philip Morris ha ingaggiato oltre 400 scienziati ed esperti per la ricerca e lo sviluppo: lavorano in un edificio di vetro chiamato “il cubo”.

Secondo i Centers for Diseases Control and Prevention dei 36,5 milioni di fumatori adulti negli Stati Uniti, il 67% degli uomini e il 69% delle donne sono decisi a smettere. Per quanto riguarda IQOS, la multinazionale conta su tasse più basse e restrizioni di marketing meno rigide di quelle imposte sulle sigarette convenzionali, così da spingere i fumatori a passare al nuovo prodotto.

Nella riunione del comitato consultivo della FDA, i funzionari della Philip Morris hanno presentato degli studi in cui si sostiene che IQOS produce meno sostanze chimiche tossiche rispetto alle sigarette convenzionali.

L’azienda ha previsto che nell’arco di dieci anni sei milioni di fumatori potrebbero passere a IQOS e che l’uso del dispositivo, tra il 1990 e il 2010, avrebbe potuto salvare oltre 90.000 vite.

“L’obiettivo è quello di allontanare il più possibile i fumatori americani dalle sigarette”, ha dichiarato Moira Gilchrist, vice presidente di Philip Morris International per le comunicazioni scientifiche e pubbliche.

Diversi membri della commissione hanno espresso preoccupazione per il fatto che i giovani che attualmente non fumano potrebbero essere attratti da IQOS. “Dobbiamo sfruttare l’esperienza dell’e-cig”, ha detto Deborah Ossip, professoressa al Dipartimento di scienze della salute pubblica dell’ University of Rochester Medical Center. Nel 2016, circa l’11,3% degli studenti delle scuole superiori ha riferito di svapare con le sigarette elettroniche, secondo il CDC.

Ma la maggioranza dei relatori ha sostenuto che la probabilità che i fumatori americani possano passare completamente a IQOS è bassa e, in parte, per l’alto prezzo. Il cilindretto autoriscaldante costa 70 euro ed è alimentato da una pila della durata di due anni; all’interno va inserita una pseudo-sigaretta contenente vero tabacco, il pacchetto da 20 costa 5 euro.

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