Pierluigi Lopalco: “L’aperitivo se chiudi alle 18 lo faranno alle 16. Bisogna eliminarlo”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 2 Novembre 2020 13:36 | Ultimo aggiornamento: 2 Novembre 2020 13:36
Pierluigi Lopalco: "L'aperitivo se chiudi alle 18 lo faranno alle 16. Bisogna eliminarlo"

Pierluigi Lopalco: “L’aperitivo se chiudi alle 18 lo faranno alle 16. Bisogna eliminarlo” (Foto Ansa)

L’assessore alla Sanità della Regione Puglia Pierluigi Lopalco spiega che la seconda ondata non è figlia delle discoteche riaperte in estate. Poi sull’aperitivo…

Secondo Pierluigi Lopalco nel nuovo Dpcm “deve esserci una limitazione dei contatti tra le persone che non siano strettamente necessari. Bisogna limitare le aggregazioni sociali. Se facciamo il coprifuoco alle 18, poi l’aperitivo durante il fine settimana si fa alle 16. Non dobbiamo farlo proprio l’aperitivo, non bisogna festeggiare in questo momento”.

“Bisogna davvero andare al lavoro, tornare a casa e leggersi un bel libro. Questa deve essere la vita degli italiani per le prossime 2-3 settimane”, dice ancora l’assessore alla Sanità della Regione Puglia, ospite di Omnibus su La7.

“Le discoteche  – dice Lopalco – potevano stare aperte perché non c’erano positivi, è molto semplice. C’era gente ammassata, ma non positivi. Faccio un esempio: la Puglia è stretta e lunga, il turismo ha avuto il suo boom nel Salento, il tacco d’Italia, e lì ci sono state discoteche affollate e un sacco di gente in strada. Oggi il Salento è la zona della Puglia meno colpita dalla pandemia. Quindi il problema è che le situazioni locali vanno monitorate”.

Per Lopalco, “bisogna fare qualcosa perché la curva dei casi è in crescita e non possiamo lasciarla crescere in maniera indisturbata. E’ il momento ora di decidere, non è facile, anche perché qualsiasi misura adottata sarà impopolare. Ma bisogna farlo e comunicarlo bene”.

“La decisione su aumentare le restrizioni – ha aggiunto l’epidemiologo – è una decisione sempre sofferta. E’ ovvio che ci sia dibattito e discussione, ma è discussione costruttiva. Purtroppo non c’è una ricetta sicura, bisogna fare quello che sembra importante fare”.

Lockdown non sarà come quello di marzo

“Se mi chiede se sarà un lockdown come quello di marzo? Io rispondo di no. A marzo abbiamo preso decisioni che guardate oggi possono sembrare anche eccessive. Io ricordo droni che inseguivano la gente per strada: quel tipo di lockdown in questo momento non ha senso. Poteva avere senso a marzo, quando non avevamo mascherine, quando gli ospedali erano al collasso, quando non ci eravamo preparati: ora siamo decisamente più preparati, quindi qualsiasi limitazione può essere più soft”. (Fonte Omnibus).