“Pillolo” maschile, quasi fatta. Molecola GQ1 funziona sui topi, è reversibile

Pubblicato il 17 agosto 2012 11:41 | Ultimo aggiornamento: 17 agosto 2012 11:43
pillolo

“Saresti più attento se fossi tu a rimanere incinto?”

ROMA – Ultimi aggiornamenti sul “pillolo”, l’anticoncezionale per uomo: è presto per dire Eureka!, ma il test sui topi del GQ1, ha dimostrato che il composto funziona ed è reversibile (altrimenti basterebbe una drastica vasectomia). I ricercatori americani del Dana-Farber Cancer Institute e del Baylor College of Medicine sono convinti che ormai ci siamo (i risultati son stati pubblicati sulla rivista Cell). La piccola molecola chiave alla base del GQ1 è riuscita a penetrare i vasi sanguigni dei tessuti testicolari e interrompere il processo di spermatogenesi. Lo studio sui topi ha evidenziato la repentina diminuzione del numero degli spermatozoi e della loro mobilità. Inoltre, dopo la fine del trattamento, gli spermatozoi si sono ripresi subito, senza danni fra l’altro sulla produzione di testosterone, non inibisce i topi maschi né pregiudica l’attività sessuale dei discendenti.

Il successo dell’esperimento e la sua eventuale applicazione contraccettiva va assegnato a un cambio di prospettiva metodologico. Tutti i tentativi precedenti, falliti, puntavano la ricerca sugli ormoni, sulla scorta dell’esperienza della pillola contraccettiva femminile. Il team guidato da James Bradner sul composto GQ1, in cui è concentrata una piccola molecola sintetica. Ora manca il passo più importante: il test sull’uomo. Al quale, in assenza di alternative valide, non resta che affidarsi per il momento al preservativo. La corsa al pillolo maschile è più lunga e accidentata rispetto a quello della già consolidata pillola: anche perché, se la donna produce un solo ovulo al mese, il maschio abbonda con i suoi milioni di spermatozoi prodotti ogni giorno.