Primo soccorso e coronavirus: no bocca a bocca, solo massaggio cardiaco

di Redazione Blitz
Pubblicato il 12 Giugno 2020 15:33 | Ultimo aggiornamento: 12 Giugno 2020 15:33
Primo soccorso e coronavirus: niente bocca a bocca, solo massaggio cardiaco

Primo soccorso e coronavirus: niente bocca a bocca, solo massaggio cardiaco (foto ANSA)

ROMA – Durante il massaggio cardiaco utilizzare una mascherina o un telo sul volto della persona da rianimare ma niente respirazione bocca-bocca, se non ai bambini: l’epidemia coronavirus cambia anche le procedure di primo soccorso.

Da quelle per ostruzione delle vie aree a quelle per arresto cardiaco o annegamento, le manovre di rianimazione, infatti, possono esporre al contagio.

Per questo il ministero della Salute ha pubblicato le “Indicazioni nazionali per il contenimento del contagio da SARS-CoV-2 nelle operazioni di primo soccorso”.

Il messaggio importante, spiega il presidente nazionale del Sis 118 Mario Balzanelli è “che la pandemia non deve scoraggiare i soccorritori occasionali dal mettere in pratica le manovre rianimatorie di primo soccorso, perché significano vite umane che possono recuperate”.

Ogni anno avvengono in Italia 60.000 decessi per arresti cardiaci improvvisi.

Di questi, spiega all’ANSA Balzanelli, “il 30% si potrebbe salvare se si intervenisse nei primi 180 secondi. Se non si interviene entro i 3 minuti i danni cerebrali sono irreversibili”.

Per farlo in sicurezza, la circolare del Ministero introduce modifiche ad interim dei protocolli di rianimazione e prevede di eseguire “le sole compressioni toraciche senza la ventilazione”, ovvero evitare la respirazione “bocca-bocca o bocca-naso”.

L’unica eccezione è il soccorso di bambini e neonati: le raccomandazioni internazionali “hanno evidenziato come nelle manovre per contrastare l’arresto pediatrico la ventilazione rappresenti una discriminante importante”, poiché spesso è resa necessaria da un’ostruzione delle vie aree: in questo caso, quindi, può esser eseguita tale manovra completa.

In generale, per il soccorritore non operatore sanitario è raccomandato in questo periodo pandemico “verificare lo stato di coscienza e la presenza di respiro senza avvicinarsi al volto della vittima” e allertare precocemente i soccorsi.

Anche il massaggio cardiaco va fatte considerando la persona da soccorrere come “potenzialmente infetta” e i soccorritori “devono utilizzare i dispositivi di protezione individuale adatti ad evitare l’esposizione ad aerosol generati dalle procedure”.

Durante le manovre di rianimazione cardiopolmonare pertanto, “è opportuno appoggiare sul viso della persona da soccorrere una mascherina o un telo, onde evitare la possibile fuoriuscita di droplet”.

Il fatto che la respirazione bocca a bocca sia off limits, non è un problema per Balzanelli.

“Le compressioni del torace garantiscono anche una ventilazione minimale ma sufficiente. Il segreto è non interromperle e spingere forte e veloce al centro dello sterno, abbassandolo di 5-6 cm. Questo va fatto dopo aver chiamato il 118 e tenendosi costantemente in contatto con la centrale operativa che fornirà le indicazioni in tempo reale. Studi mostrano che quando questo si fa, le chance di sopravvivenza raddoppiano”.

Per questo, conclude Balzanelli, “devono ripartire urgentemente anche i corsi di salvamento, secondo le disposizioni previste nella circolare. Perché ogni soccorritore che non si forma è una chance persa”. (fonte ANSA)