La prima protesi liquida della retina messa a punto in Italia

di redazione Blitz
Pubblicato il 29 Giugno 2020 18:44 | Ultimo aggiornamento: 29 Giugno 2020 18:51
E' stata messa a punto in Italia la prima protesi liquida della retina

La prima protesi liquida della retina messa a punto in Italia (Foto Ansa)

La prima protesi liquida della retina è pronta. E’ costituita da nanoparticelle sospese in una soluzione acquosa. Ed è stata messa a punto in Italia. 

Protesi liquida della retina: lo studio italiano

La protesi liquida della retina messa a punto promette di aiutare a riparare i danni causati da malattie degenerative o dall’invecchiamento che possono portare alla cecità. Tra queste, la retinite pigmentosa e la degenerazione maculare.

Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Nature Nanotechnology. A coordinarlo, l’Istituto Italiano di Tecnologia (Iit).

“Una retina artificiale liquida ha grandi potenzialità per assicurare un campo visivo ampio e una visione ad alta risoluzione”, ha osservato Fabio Benfenati.

Benfenati è il direttore del Center for Synaptic Neuroscience and Technology dell’Istituto Italiano di Tecnologie (Iit) di Genova, che ha coordinato la ricerca.

Allo studio hanno collaborato anche il Center for Nano Science and Technology dell’Iit di Milano con la Clinica Oculistica dell’IRCCS Ospedale Sacro Cuore Don Calabria di Negrar (Verona). 

L’efficacia della retina artificiale liquida

Rispetto alle tecniche attuali, la retina artificiale liquida si è dimostrata capace di ripristinare le capacità dei neuroni della retina in modo meno invasivo e più efficiente.

Nel dettaglio, a formare la retina artificiale è una soluzione acquosa in cui sono sospese nanoparticelle sensibili alla luce. Queste nanoparticelle hanno il diametro di un centesimo rispetto a quello di un capello. E sostituiscono le cellule della retina danneggiate.

In particolare si tratta dell’evoluzione della retina artificiale ottenuta in passato dallo stesso gruppo di ricerca.

Proprio grazie alla sua natura liquida, la protesi assicura interventi più brevi e meno traumatici. Questi interventi, più precisamente, consistono in microinieizioni delle nanoparticelle direttamente sotto la retina. E sotto la retina è dove queste restano intrappolate prendendo il posto dei fotorecettori degenerati. (Fonte: Ansa)