Rantolo della morte, il respiro rumoroso che segnala le ultime ore di vita

di Redazione Blitz
Pubblicato il 17 aprile 2018 7:20 | Ultimo aggiornamento: 16 aprile 2018 19:58
rantolo della morte

Rantolo della morte, il respiro rumoroso che segnala le ultime ore di vita

ROMA – Nei pazienti vicini al decesso si sviluppa un respiro rumoroso, definito anche rantolo della morte, il segnale che hanno ormai circa un giorno di vita, come rivelato da Daniel Murrel, specialista di malattie infettive all’University of Alabama, Birmingham.

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E’ parte del processo del decesso, le persone perdono la capacità di deglutire o tossire, il che impedisce loro di eliminare le secrezioni nelle vie respiratorie, spiega Murrel.

Ne consegue il rantolo ad ogni respiro che fa pensare stiano soffocando; sebbene possa essere angosciante per i loro cari, Murrell sottolinea che non è doloroso, fa semplicemente parte del processo di morte.

I rantoli della morte, sono spesso accompagnati da cambiamenti nella respirazione, possono variare da molto bassi a forti, ha riportato Medical News Today.

Sebbene non ci siano prove che i rantoli della morte provochino dolori, il rumore può essere attenuato girando il paziente sul un fianco o sollevando la testa per consentire il drenaggio delle secrezioni; può essere d’aiuto anche umidificare le labbra con dei tamponi bagnati con l’acqua.

Altri segnali che una persona ha poche ore di vita comprendono la confusione, sbadigli frequenti per prendere più ossigeno, incontinenza, cambiamento di odore, ecchimosi, agitazione, perdita di conoscenza, pelle chiazzata.

La mamma di Braiden Prescott, un bambino di sette anni deceduto per neuroblastoma nel settembre 2016, una notte si era svegliata alle tre e aveva sentito il figlio che aveva difficoltà a respirare, pensò che stesse soffocando ma sapeva che non sarebbe andato avanti per molto.

“Le infermiere dissero che era ormai prossimo al decesso, quel che sentivo era il rantolo della morte”. Il piccolo da qualche giorno non parlava, a causa del tumore alla mascella non poteva aprire la bocca. Successivamente aveva chiesto di fare una foto con il papà Wayne ed era morto dopo pochi minuti.

Alastair McAlpine medico al Paedspal Cape Town che si prende cura dei bambini malati terminali con trattamenti palliativi, ha rivelato le loro parole, piene di saggezza, prima di morire. In un tweet ha scritto che i piccoli pazienti consapevoli di quanto sta accadendo, spesso desiderano trascorrere più tempo in spiaggia, leggere libri o mangiare il gelato.

Molti piccoli pazienti si preoccupano di come i genitori affronteranno la situazione dopo la loro morte, alcuni sostengono che presto riabbracceranno il padre o chiedono a Dio di proteggerli, scrive il Daily Mail.

McAlpine ha osservato inoltre che nessun bambino, di età compresa tra i quattro e i nove anni, ha dichiarato di voler trascorrere più tempo su Facebook, guardare la televisione o litigare con le persone.

I suoi post sul social, sono stati ritwittati più di 50.000 volte.

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