Regioni taroccheranno dati Coronavirus per non finire in zona rossa? Crisanti spiega come

di Redazione Blitz
Pubblicato il 3 Novembre 2020 9:58 | Ultimo aggiornamento: 3 Novembre 2020 10:59
Regioni taroccheranno dati Coronavirus per non finire in zona rossa? Andrea Crisanti spiega come

Regioni taroccheranno dati Coronavirus per non finire in zona rossa? Crisanti spiega come (Foto d’archivio Ansa)

Le Regioni possono taroccare i dati sul Coronavirus per non finire in Zona Rossa o in quella Arancione? L’allarme di Crisanti.

Le Regioni potrebbero taroccare i dati sul Coronavirus per non finire in Zona Rossa (o Zona Arancione). E’ l’allarme di Andrea Crisanti in una intervista a La Stampa. 

Crisanti: “Così le Regioni possono taroccare i dati sul Coronavirus”

Nel nuovo Dpcm “mi pare manchi un automatismo preciso per cui a una determinata regione vengano imposte le chiusure”. Ci sarebbero “21 criteri per decidere se una regione appartenga alla zona verde, arancione o rossa. Mi sembrano tanti, ma immagino che quelli fondamentali riguardino il riempimento dei posti in ospedale. Non vorrei che un provvedimento simile inducesse le Regioni a non essere totalmente trasparenti riguardo a questi dati”.

Si tratta “di dati facilmente manipolabili e a livello regionale per qualche settimana si potrebbe decidere di ricoverare il meno possibile sulla pelle dei pazienti” spiega. Al di là del nostro sistema sanitario regionale, “la stessa Costituzione dice che in casi straordinari come questo debba essere il governo a dare la linea. Per questo trovo sensato che le Regioni attendano una decisione centrale”.

Qual è l’obiettivo del governo?

L’efficacia o meno della prudenza del governo dipende, secondo il microbiologo, da quale obiettivo abbia: “Arrivare entro pochi giorni a un lockdown per poi rimuovere le misure per Natale oppure di guadagnare tempo, rallentare il contagio, riorganizzare il sistema di tracciamento, fare il lockdown a gennaio e poi ripartire con un sistema rodato”. Il lockdown, per Crisanti, ci sarebbe in entrambi i casi “però senza una strategia di tracciamento si rischia una terza ondata”.

Se il governo “ha un piano a riguardo bene, altrimenti sta solo perdendo tempo”. In questo senso il progetto delle tre fasce regionali “se fosse presentato in modo chiaro potrebbe aiutare sia a rallentare il contagio adesso sia a consolidare il risultato dopo il lockdown”.

Riguardo le nuove misure Crisanti è d’accordo con la chiusura dopo le 18 di bar e ristoranti mentre “il coprifuoco alle 21 mi pare inutile già che è tutto chiuso e sembra solo demagogia. Ha senso invece limitare gli orari dei negozi e dei centri commerciali, così come i mezzi pubblici. Anche se mi domando: chi controlla che viaggino pieni al 50 per cento?”. Bisogna fare “poche regole semplici, severe e che le forze dell’ordine siano in grado di mantenere”. (Fonte La Stampa)