Resistenza ai farmaci, oltre agli antibiotici aumenta per antivirali e funghicidi. Onu: “Crisi globale”

di Veronica Nicosia
Pubblicato il 30 aprile 2019 20:26 | Ultimo aggiornamento: 30 aprile 2019 20:26
Resistenza farmaci crisi globale: allarme Onu su peggioramento

Resistenza ai farmaci, oltre agli antibiotici aumenta per antivirali e funghicidi. Onu: “Crisi globale”

WASHINGTON – Oltre alla resistenza agli antibiotici, ora comincia ad aumentare anche quella ad altri tipi di farmaci come antivirali, funghicidi e antiparassitari. Una resistenza ai farmaci in aumento che costringe l’Onu ha lanciare l’allerta per una vera e propria crisi globale. Il rapporto degli esperti scientifici delle Nazioni Unite infatti sottolinea un continuo peggioramento dell’effetto dei farmaci, con il conseguente minore controllo su una serie di malattie.

Secondo il rapporto di una commissione di esperti scientifici dell’Onu, le procedure mediche, gli interventi chirurgici e le patologie comuni sono diventate a rischio proprio per il ‘livello allarmante’ di resistenza registrato tra medicinali di uso comune. Oltre agli antibiotici, anche funghicidi, antivirali, antiparassitari e antimicrobici.

Un allarme che non coinvolge solo i Paesi più poveri, ma anche i più ricchi. Secondo i dati raccolti dal ‘Gruppo di coordinamento sulla resistenza ai farmaci’ delle Agenzie Onu, i casi di resistenza ai medicinali provocano 700mila morti l’anno nel mondo, di questi 230mila si devono alla tubercolosi.

Per questo motivo gli esperti hanno sollecitato un intervento a livello globale da parte di tutti gli Stati per sviluppare e diffondere il concetto di “Una salute unica”. L’obiettivo della campagna è che l’interdipendenza tra la salute umana, animale e dell’ambiente sia riconosciuta. Se questo non sarà fatto, entro il 2030 i morti per resistenza farmacologica potrebbero arrivare a 10 milioni.

Il problema, scrive lo UN Ad hoc Interagency Coordinating Group on Antimicrobial Resistance (Iacg), riguarda diversi tipi di infezione. Ai 230mila morti dovuti soltanto alla tubercolosi resistente, si aggiungono quelli per infezioni del tratto respiratorio, infezioni sessuali e quelle legate alle procedure mediche invasive, o ancora quelle legate al cibo. Il mondo, sottolineano gli esperti, sta già subendo gli impatti economici del fenomeno, con 24 milioni di persone che potrebbero essere spinte verso la povertà estrema entro il 2030.

Amina Mohammed, presidente dell’Iacg, ha dichiarato: “Questa è una delle minacce più grandi che dobbiamo affrontare come comunità globale. Il rapporto enfatizza il fatto che non c’è tempo da perdere”. Nel documento redatto dagli esperti Onu sono indicati alcuni provvedimenti urgenti che gli Stati devono prendere, tra cui dotarsi di un piano nazionale che aumenti le risorse a disposizione per affrontare il problema. Ad esempio, mettere in campo sistemi regolatori rigidi e campagne informative per limitare l’uso degli antibiotici negli uomini, negli animali e nelle piante, investire in nuove tecnologie ed elaborare piani per smettere di usare questi farmaci per promuovere la crescita in agricoltura.