Retina artificiale impiantata in paziente cieca: un microchip per vedere di nuovo

di Veronica Nicosia
Pubblicato il 5 febbraio 2018 21:07 | Ultimo aggiornamento: 5 febbraio 2018 21:07
Retina artificiale impiantata in paziente cieca: un microchip per vedere di nuovo

Retina artificiale impiantata in paziente cieca: un microchip per vedere di nuovo

MILANO – Una retina artificiale è stata impiantata per la prima volta in Italia in una paziente non vedente di 50 anni. A svolgere il lavoro il team dell’unità di oculistica dell’ospedale San Raffaele di Milano, che ha eseguito l’impianto della protesi sottoretinica. L’operazione sembra essere riuscita e la paziente sta bene ed è stata dimessa. Ora si attende il prossimo passo: l’accensione del microchip che stimolerà gradualmente la retina, consentendo così alla donna di reimparare a vedere.

Un intervento delicatissimo che ha richiesto una équipe di specialisti in chirurgia vitreoretinica e oftalmoplastica dell’unità di oculistica del San Raffaele, diretta dal professor Francesco Maria Bandello. I medici hanno spiegato che il microchip viene utilizzato per le persone che hanno perso la vista in età adulta a causa di gravi patologie della retina di tipo genetico, come ad esempio la retinite pigmentosa. Un microchip delle dimensioni di circa 3 millimetri che concentra bel 1600 sensori e permetterà ai pazienti di ripristinare la percezione della luce e delle sagome di alcuni oggetti e persone circostanti.

Questo tipo di chirurgia consiste nell’impianto del microchip al di sotto della retina, in modo da stimolare il circuito nervoso che collega l’occhio al cervello: in questo modo le cellule che non sono più in grado di lavorare vengono sostituite dai sensori. L’équipe medica ha operato per quasi 11 ore sotto la coordinazione di Marco Codenotti, responsabile del servizio di Chirurgia vitreoretinica del San Raffaele, e del dottore Antonio Giordano Resti, responsabile del servizio di Chirurgia oftalmoplastica dello stesso ospedale, per la parte extraoculare. In una nota dell’ospedale si legge:

“Attualmente questo nuovo modello di protesi sottoretinica è stato impiantato solo in pochissimi pazienti ed esclusivamente in due centri europei. A seguito dell’intervento, ci aspettiamo nella nostra paziente una stimolazione retinica che gradualmente potrà portarla a reimparare a vedere”.

L’operazione è stata possibile grazie al sostegno di Banca Mediolanum, che ha interamente finanziato l’intervento.

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