Roberto Burioni: “Se il coronavirus avesse il 3% di mortalità, sarebbe una catastrofe”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 29 Gennaio 2020 21:38 | Ultimo aggiornamento: 29 Gennaio 2020 21:38
Roberto Burioni: "Se il coronavirus avesse il 3% di mortalità, sarebbe una catastrofe"

Roberto Burioni: “Se il coronavirus avesse il 3% di mortalità, sarebbe una catastrofe” (foto ANSA)

ROMA – “Se una malattia ha il 3% di mortalità ed è molto diffusa è una catastrofe. La Spagnola nel 1918 ha avuto il 2% di mortalità. Ai seimila casi diagnosticati bisognerebbe aggiungere come minimo uno zero. Non abbiamo farmaci, non abbiamo vaccini”. Il professor Roberto Burioni, virologo, è intervenuto nel corso del programma “Genetica Oggi” su Radio Cusano Campus.

“Spero di sbagliarmi ma non credo che il vaccino contro il coronavirus possa essere pronto entro un anno o comunque molti mesi. Ho la sensazione che questa epidemia dovremo affrontarla con quello che abbiamo. Non abbiamo farmaci, non abbiamo vaccini, ma abbiamo la possibilità di fare diagnosi e noi in Europa dobbiamo mettere tutto il nostro impegno nell’ostacolare la diffusione”.

Burioni ha agigunto che “il virus in Italia non c’è, quello che bisogna fare è non andare in Cina o in altre zone in cui il virus è presente e verificare le persone che tornano dai luoghi contaminati”. E riguardo i seimila casi di cui si è detto, “questo è un numero che non sta né in cielo né in terra. Come minimo ci va un altro zero, come minimo. Dalla Cina non arrivano purtroppo dati attendibili. La mortalità del 3%, come detto da alcuni, sarebbe una mortalità altissima. Se una malattia ha il 3% di mortalità ed è molto diffusa è una catastrofe, non è poco, noi speriamo sia molto di meno. La Spagnola nel 1918 ha avuto una mortalità fra il 2 e il 3% Spero sia più bassa alla luce di tanti casi non diagnosticati e che sfuggono al controllo cinese”.

Infine il commento al fatto che oggi una comunicazione del governo indiano consiglia l’omeopatia per contrastare l’infezione da coronavirus: “Questa volta non si scherza più, questa volta entra in gioco il darwinismo se qualcuno fa il cretino. Quello che ci può salvare la pelle è la scienza e nient’altro”.  (fonte RADIO CUSANO CAMPUS)