Roma, ospedale Fatebenefratelli in rosso: 3 reparti a rischio, 170 esuberi

di redazione Blitz
Pubblicato il 18 Ottobre 2013 20:17 | Ultimo aggiornamento: 18 Ottobre 2013 20:22
Roma, ospedale Fatebenefratelli in rosso: 3 reparti a rischio, 170 esuberi

Roma, ospedale Fatebenefratelli in rosso: 3 reparti a rischio, 170 esuberi

ROMA – L’ospedale Fatebenefratelli di Roma non ce la fa. Dopo gli ultimi due bilanci in rosso e un piano industriale “lacrime e sangue” lo storico nosocomio dell’isola Tiberina rischia di affondare. Tre servizi chiusi, altri quattro da ridimensionare e 170 lavoratori in esubero. Sono i numeri presentati giovedì dai vertici dell’amministrazione. Il piano verrà illustrato nei prossimi giorni ai sindacati e alla Regione Lazio alla quale i vertici dell’ospedale chiedono una serie di incontri serrati, da qui alla fine del mese, per trovare soluzioni che consentano alla struttura di mantenere intatti i propri servizi, senza penalizzare pazienti e lavoratori, ma rendendo sostenibile finanziariamente la propria attività

Per questo i vertici dell’ospedale hanno chiesto un intervento urgente anche del ministro della Salute Beatrice Lorenzin, che ha subito convocato un vertice presso la sede del Ministero della Salute per la giornata di lunedì 21 ottobre. Al tavolo siederanno il direttore generale della Programmazione sanitaria del ministero, la struttura commissariale della Regione Lazio ed i vertici dell’Ospedale.

Nello specifico l’ospedale dovrà tagliare i 500 ricoveri del servizio psichiatrico di diagnosi e cura effettuati ogni anno, ben 11.250 sacche di sangue del servizio trasfusionale e 18.599 prestazioni di dialisi. Sarà costretto inoltre a ridimensionare le attività terapeutiche oncologiche di 2500 unità e 1300 ricoveri in convenzione, di terapia intensiva e di 30 mila prestazioni di radioterapia. Ben 170 lavoratori su un totale di 936 a rischio licenziamento. Una manovra decisamente sofferta, quella presentata dal vicepresidente Fra Giampiero Luzzato, per cercare di coprire un buco che dal 2005 ad oggi è lievitato fino a 70 milioni di euro.

Alla base dei problemi economici della struttura, che vanta 500 anni di assistenza sanitaria nel cuore di Trastevere, c’è il contenzioso per gli anni 2006/2009 con abbattimenti tariffari, livelli di produzione non riconosciuti e funzioni come la terapia intensiva neonatale, l’emergenza e la rianimazione non remunerate per un importo di 70 milioni di euro, il decreto del commissario Bondi del 2012 che ha tagliato il 7% del budget a prestazioni già erogate e la riduzione delle funzioni da 18 a 8 milioni.

L’Ospedale Benefratelli è uno degli ospedali nevralgici della Capitale: solo per il 2012 ha accolto ben 19.472 ricoveri e 4189 parti, 3051 day hospital, 863.364 prestazioni ambulatoriali e 26.184 prestazioni di pronto soccorso.

Dal canto suo la Regione Lazio fa sapere di essere “disponibile ad aprire subito un tavolo di confronto, purché si tolga la pregiudiziale dei licenziamenti e ci sia una interlocuzione autorevole per discutere il piano industriale”.

“In ogni caso va precisato, che le difficoltà attuali non sono dovute a mancati pagamenti da parte del sistema sanitario regionale. La Regione liquida mensilmente alla struttura oltre 6 milioni di euro per le attività erogate. Le pendenze relative agli anni tra il 2006 e il 2011 sono state conteggiate e liquidate per un importo di 47 milioni e 500mila euro. Parte di questa somma, pari a 9 milioni e 600mila euro, è stata vincolata al debito Inps. Le partite ancora aperte e in corso di accertamenti definitivi, dunque ad oggi non ancora certe ed esigibili, potrebbero ammontare a circa 8 milioni. Ci auguriamo che, con questo possibile ulteriore intervento della Regione si possano risolvere le difficoltà attuali di una struttura radicata nel sistema sanitario cittadino”